PAURA NEL PRINCIPATO

Esplosione a Monaco, il procuratore: "Escluso il terrorismo" | Si indaga per tentato omicidio

In condizioni critiche l'oligarca ucraino Vadim Ermolaev e la moglie. Ferito anche il figlio 13enne

L'oligarca ucraino Vadim Ermolaev, la moglie e il figlio di 13 anni sono rimasti feriti in una potente esplosione avvenuta intorno alle 21 di lunedì 29 giugno in un edificio residenziale di Monaco, lungo il confine con la Francia. Come affermato da Stéphane Thibault, procuratore generale del Principato, "non è un attacco che può essere classificato come terrorismo". L'indagine prosegue dunque per tentato omicidio.

Come stanno i tre ucraini -

 In una conferenza stampa, Thibault ha confermato che "due delle persone coinvolte nell'esplosione" sono ancora "in condizioni critiche". Si tratta dell'oligarca e della moglie, che secondo i media locali sarebbero in pericolo di vita. Ferite meno gravi, invece, per il figlio 13enne.

Lo zaino con l'ordigno -

 Come spiegato da Thibault, una persona ha depositato uno zaino nell'atrio dell'edificio prima di allontanarsi. L'ordigno, secondo le prime informazioni, conteneva probabilmente bulloni e schegge. Il presunto responsabile, ripreso dalle telecamere di videosorveglianza, sarebbe "fuggito in Francia".

"Non è stato arrestato, ma insieme alle autorità francesi siamo sulle sue tracce per identificarlo e fermarlo il più rapidamente possibile", ha sottolineato Thibault, aggiungendo di confidare che, "considerati i mezzi impiegati", l'arresto possa avvenire in tempi brevi. Il procuratore ha inoltre spiegato che altre due persone sono rimaste ferite in modo lieve dai frammenti di vetro proiettati dall'onda d'urto che ha mandato in frantumi le vetrine degli edifici vicini.

Il ministro di Stato e capo del governo monegasco Christophe Mirmand ha sottolineato che "le forze dell'ordine stanno attualmente raccogliendo elementi di prova", sottolineando la cooperazione "importante e completa fra i servizi giudiziari e di informazione" monegasco e francese.

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