Luigi Di Maio è a Doha, dove ha incontrato il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani. La visita rientra nelle iniziative dell'Unione Europea per sostenere gli sforzi di mediazione portati avanti dal Qatar tra Stati Uniti e Iran sul dossier nucleare. Per l'ex ministro degli Esteri si tratta di una nuova missione nel ruolo di Rappresentante speciale dell'Ue per il Golfo, incarico che ricopre dal 2023 e che lo ha riportato al centro della scena internazionale dopo l'uscita dalla politica italiana.
Ma dove eravamo rimasti? -
L'ultimo capitolo della carriera politica di Di Maio in Italia risale al 2022. Dopo l'esperienza da vicepresidente del Consiglio e ministro, il 21 giugno lasciò il Movimento 5 Stelle insieme a un gruppo di parlamentari e fondò "Insieme per il Futuro". Il partito venne ufficializzato pochi giorni dopo, il 27 giugno, ma ebbe vita molto breve. Alle elezioni politiche, infatti, la lista Impegno Civico-Centro Democratico si fermò allo 0,6% alla Camera e allo 0,56% al Senato, restando ben al di sotto della soglia del 3%. Il 12 ottobre dello stesso anno il partito si sciolse e da quel momento Di Maio ha intrapreso un percorso nelle istituzioni europee.
La nomina dell'Unione europea -
Come si legge in una nota del Consiglio dell'Unione Europea, il 15 maggio 2023 viene nominato Rappresentante speciale per la regione del Golfo. L'incarico è iniziato il primo giugno con un mandato di 21 mesi. Il compito è rafforzare i rapporti tra Bruxelles e i Paesi del Golfo, sostenendo l'Alto rappresentante dell'Ue nella politica estera verso l'area. A gennaio 2025, a fine mandato, è arrivata la conferma fino al 28 febbraio 2027. Un rinnovo fortemente sostenuto e voluto dall'Alta rappresentante per la Politica estera dell'Ue, Kaja Kallas che, nella comunicazione inviata all'Italia, ha definito "eccellente" il lavoro svolto da Di Maio.
Che cosa fa il rappresentante speciale per il Golfo -
Il rappresentante speciale dell'Unione Europea per il Golfo segue i rapporti con Arabia Saudita, Kuwait, Bahrein, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Oman. L'obiettivo è rafforzare il dialogo politico tra l'Ue e questi Paesi, favorire gli investimenti, sostenere le iniziative diplomatiche e contribuire alla stabilità della regione. Si occupa anche di temi come energia, commercio e transizione ecologica, cercando di consolidare la presenza europea in un'area considerata fondamentale per gli equilibri internazionali.