
Faggioli sul podio alla Pikes Peak 2026 con la NP01 ATM Bardahl
Il pilota fiorentino chiude terzo assoluto sulle montagne del Colorado: il più veloce di tutta la settimana, fermato in gara da un problema tecnico alla power unit

Domenica scorsa, sulle montagne del Colorado, si è chiusa la Pikes Peak 2026 e Simone Faggioli ha tagliato il traguardo al terzo posto assoluto, secondo nella categoria "Unlimited", al volante della sua NP01 ATM Bardahl. Un piazzamento di tutto rispetto, arrivato però al termine di un fine settimana che prometteva molto di più.
Una settimana da dominatore, poi il guasto problema elettronico -
Per tutti i giorni di prova che precedono la gara, Faggioli era stato il più veloce e il più costante, conquistando la pole e facendo presagire la possibilità di ripetere l'impresa del 2025, quando era diventato il primo italiano in assoluto a trionfare su questa montagna. In gara, però, è arrivata anche la sfortuna: un problema tecnico alla power unit, su cui il team sta ancora indagando, ha compromesso una prova che con ogni probabilità sarebbe finita diversamente. Il crono finale, comunque, è di 8'32"997.
"Purtroppo, non è il risultato che volevamo", ha dichiarato Faggioli al traguardo. "In tutte le giornate di test siamo stati velocissimi, stabilendo anche il miglior tempo di sempre in qualifica, ma oggi il destino ha voluto così. Nei primi due settori la mia NP01 ATM Bardahl non andava assolutamente e solo nell'ultimo tratto si è messa a posto. Analizzeremo cosa è successo, ma ci tengo tanto a ringraziare tutti i ragazzi del Team e lo staff tecnico per l'enorme lavoro fatto in questa settimana in Colorado e negli scorsi mesi: questa volta avevamo veramente le carte in regola per fare una grande prestazione! Inutile dire che ora guardiamo avanti…".
© Larry Chen
© Larry Chen
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© Larry Chen
© Larry Chen
© Larry Chen
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© Larry Chen
Per il plurititolato pilota fiorentino — 11 titoli europei e 19 nazionali nel Campionato di velocità in salita — la consapevolezza di poter puntare al gradino più alto resta intatta, e la sfida con la montagna è già rinnovata.
Pikes Peak, la corsa verso le nuvole -
La Pikes Peak International Hill Climb si arrampica lungo le pendici dell'omonima vetta, nel Colorado. Il tracciato parte da 2.862 metri di altitudine e si sviluppa per 19,99 km, con 156 tra curve e tornanti e un dislivello di 1.439 metri: pendenza media del 7% e punte del 10,5%. Il traguardo è a quota 4.300 metri, ed è proprio per questo che la corsa è soprannominata "Race To The Clouds": lassù la rarefazione dell'ossigeno mette a dura prova piloti e motori.
La 104ª edizione della Broadmoor Pikes Peak International Hill Climb è stata vinta dal francese Romain Dumas, su Ford, che con un tempo di 8'18"202 si è preso la rivincita sulla sconfitta subita l'anno scorso proprio da Faggioli.
La NP01 ATM Bardahl e il nuovo V6 biturbo -
Sempre preparata dalla casa costruttrice francese Nova Proto, la vettura affidata a Faggioli ha portato in gara significative evoluzioni tecniche rispetto allo scorso anno. La novità principale è l'adozione di un nuovo propulsore V6 biturbo sviluppato da ATM Motori, che fin dal primo giorno di prove ha mostrato il suo grande potenziale.
A supportare il lavoro c'è Bardahl, storico partner del Team Faggioli e title-sponsor della vettura, che ha messo a disposizione i propri lubrificanti e additivi insieme all'esperienza e ai tecnici del suo M-LAB per ottimizzare le performance delle tre auto in gara.
Il Team Faggioli alla Pikes Peak 2026 -
Alla partenza il team si è presentato con tre piloti. Diego De Gasperi, alla sua seconda esperienza sulla montagna, ha firmato un ottimo quarto posto assoluto (terzo nella categoria "Unlimited"), proprio alle spalle di Faggioli. Trasferta sfortunata invece per Franco Caruso, al debutto in Colorado, costretto al ritiro per un incidente nei primi chilometri di gara, fortunatamente senza conseguenze.