A "Quarta Repubblica", Giuseppe Conte torna a parlare dell'inchiesta mascherine, acquistate durante l’emergenza Covid: al programma di condotto da Nicola Porro su Rete 4 l'ex presidente del consiglio ha spiegato di aver scritto una lettera ai presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa: "Sono ormai quasi due anni da quando ho offerto al presidente Marco Lisei, la mia disponibilità a essere audito in Commissione nelle forme e nei modi ritenuti congrui", ha spiegato.
A Porro, Conte ribadisce la sua volontà di essere ascoltato dalla Commissione d'inchiesta sulla gestione dell'emergenza sanitaria SARS-COV-2: "Ho scritto una lettera per chiedere di essere audito - ha sottolineato Conte -. Chi sta strumentalizzando questa vicenda per fini politici dice che io sto scappando dalla Commissione, ma le dico che sono due anni che io dico: ascoltatemi. Il presidente Lisei non ha mai risposto. Se ha paura di sentirmi? Evidentemente sì", ha detto il leader dei Cinque Stelle.
Ribadendo di non aver mai ritratto la propria disponibilità e sottolineando la "Vergogna procedurale" con cui è stata condotta l'inchiesta, Conte ha aggiunto: "In questa lettera, scrivo: chiamatemi al più presto. Non può funzionare il giochino in cui dite che io scappo e poi non mi volete chiamare per essere audito. Mi devo dimettere? Se è necessario sì, non posso più aspettare".