accusato di collaborare con la Russia

Monaco, chi è l'oligarca ucraino Vadim Ermolaev

Nel 2019 aveva ottenuto la cittadinanza cipriota per avere una "protezione internazionale" dal sistema giudiziario e fiscale di Kiev

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L'oligarca ucraino Vadim Ermolaev è una delle tre persone rimaste gravemente ferite nell'esplosione di un pacco bomba avvenuta in un edificio residenziale del Principato di Monaco.

Il profilo dell'imprenditore -

 Originario della regione di Dnipropetrovsk, è stato naturalizzato cipriota nel 2019. Prima della guerra, la sua ricchezza era stimata in circa 220 milioni di dollari. Si tratta di un imprenditore attivo nell'agroalimentare, nella produzione di alcolici e nel settore immobiliare. Ermolaev è amministratore delegato del gruppo Alef ed è stato a lungo considerato uno dei principali promotori immobiliari di Dnipro.

Inoltre, è stato anche comproprietario della banca estone Versobank, la cui autorizzazione venne revocata nel 2018 dalla Banca centrale europea per "violazione sistemica della legislazione sul riciclaggio". Nel 2019, l'oligarca ha rinunciato alla cittadinanza ucraina per ottenere un passaporto cipriota, spiegando alla rivista Forbes di voler beneficiare di una "protezione internazionale", criticando il sistema giudiziario e fiscale ucraino. Nonostante ciò, ha continuato a operare in Ucraina, rilanciando nel 2021 con Alef la costruzione di un complesso immobiliare a Dnipro e inaugurando nello stesso anno la più grande centrale termica a biomassa del Paese.

Nel 2025 si era detto pronto a partecipare alla ricostruzione di Dnipro dopo il conflitto con la Russia, sostenendo che la città dovesse diventare "un simbolo di resilienza, sviluppo tecnologico e nuovo pensiero urbanistico".

Le controversie legate all'oligarca -

 Il profilo dell'imprenditore resta però controverso. Dopo l'annessione russa della Crimea nel 2014, Ermolaev aveva dichiarato di aver perso tutti i suoi beni nella penisola, tra cui alcuni asset legati alla produzione e vendita di bevande alcoliche; settore in cui era considerato una figura dominante. Durante la guerra, la Russia ha distrutto nell'aeroporto di Dnipro diversi impianti e anche un jet privato Gulfstream G150, riconducibile al magnate.

Secondo Forbes, la sua società ha poi chiesto a Mosca 259 milioni di grivne (circa 5 milioni di euro al tasso di cambio attuale) di risarcimento danni. Allo stesso tempo, l'oligarca è stato accusato in Ucraina di aver mantenuto attività economiche in Crimea anche in seguito all'annessione da parte russa. Il Consiglio nazionale di sicurezza e difesa ucraino lo ha posto sotto sanzioni nel 2023 per presunta collaborazione con la Russia, con misure della durata di dieci anni che prevedono, tra l'altro, il congelamento dei beni e la cessazione delle attività finanziarie.

Secondo media ucraini citati dall'emittente televisiva Bfmtv, le sanzioni sarebbero legate alla prosecuzione di attività nel commercio di alcolici in Crimea. Ermolaev ha respinto le accuse, minacciando azioni legali contro chi le ha formulate. La stampa francese ha segnalato il suo nome tra gli oligarchi rifugiatisi in Costa Azzurra e a Monaco, il cosiddetto "battaglione di Monaco", dove nel 2022 sarebbe stato visto condurre uno stile di vita molto agiato tra automobili di lusso, mega yacht e ville.

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