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Iraq: le armi tecnologiche usate

Tomahawk, Gbu-31 con Jdam, "e-bomb"

Impiegate le bombe "intelligenti" Jdam a guida satellitare per l'attacco a Baghdad. Secondo le prime informazioni insieme a 40 missili Tomahawk sono state sganciate quattro bombe Gbu-31 da 900 chilogrammi, trasportate da due F-117 Stealth, i cacciabombardieri invisibili ai radar. Le bombe "intelligenti" possono essere sganciate da altissima quota e puntano sull'obiettivo grazie alle coordinate satellitari. Margine di errore inferiore ai nove metri.

Se nel 1991 la guerra del Golfo fu condotta utilizzando solo un 10% di bombe intelligenti. Il blitz all'alba su Baghdad ha ora confermato quelle che sono da tempo le previsioni degli esperti, secondo i quali stavolta la percentuale di bombe munite di Jdam sarà dell'80-90% (per le caratteristiche delle bombe utilizzate clicca sulla grafica a lato). Il Jdam, Joint Direct Attack Munition, è un kit prodotto dalla Boeing che permette di trasformare a basso costo bombe tradizionali in micidiali ordigni guidati dal satellite grazie al sistema Gps. Di bombe attrezzate con questo sistema il Pentagono nei mesi scorsi ha fatto una enorme scorta.
 
Dopo la Guerra del Golfo il Pentagono ha chiesto un'arma più precisa rispetto a quelle a puntamento laser e a partire dal 1991 sono state appunto sviluppate le Jdam (le specifiche nella grafica) che sono in grado di raggiungere il bersaglio anche in condizioni avverse come in caso di nebbia o fumo. Il problema, ovviamente, è che le coordinate inserite devono essere quelle giuste, ma questo è il compito dell'intelligence: nel 1999, durante la guerra del Kosovo, un errore nelle coordinate portò i caccia americani a colpire per sbaglio l'ambasciata cinese a Belgrado.

Anche nell'attacco odierno, le Jdam sembrano aver centrato con precisione l'obiettivo che era stato inserito nella loro memoria elettronica al momento dell'inizio della missione, ma non è chiaro quanto siano state accurate le informazioni di intelligence che hanno spinto all'attacco.
  
Intanto, gli analisti militari sono molto interessati al possibile debutto della segretissima "e-bomb", la bomba capace di bloccare in una vasta area tutti i dispositivi elettrici ed elettronici del nemico.