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Grecia, isole Ionie: cinque meraviglie a sud dell’Adriatico

Dalle scogliere di Corfù alle baie segrete di Itaca e alla natura di Zante: dove la cultura greca si intreccia con l’influenza veneziana

Esiste una Grecia in cui il mare turchese e il bianco delle scogliere si accostano all’eleganza di sofisticati porticati veneziani e centri abitati pittoreschi: le Isole Ionie maggiori (Corfù, Leucade, Cefalonia, Itaca e Zante) non sono semplici destinazioni balneari, ma veri e propri microcosmi di stile, in cui la bellezza della natura e il mare perfetto si intrecciano con una secolare attitudine all'accoglienza colta e cosmopolita. Cinque tessere di un mosaico perfetto, sospeso tra il blu intenso e il verde brillante della vegetazione, dedicate a chi nel viaggio cerca mare perfetto ed esperienze autentiche. Lo stile veneziano, presente in tutto l’arcipelago, conserva la memoria del lungo dominio della Repubblica di Venezia sullo Ionio, e fa parte dell’identità stessa delle popolazioni che vivono qui.

L'ELEGANZA SOSPESA NEL TEMPO DI CORFÙ (KERKIRA) - Corfù è il salotto aristocratico dello Ionio. Il centro storico di Kerkira, patrimonio UNESCO, incanta le sue architetture in stile veneziano accostate a quelle francesi e inglesi. Qui il lusso si esprime attraverso boutique hotel ricavati da storiche dimore e in piccoli ristoranti di lusso sul mare: un personaggio di primo piano che amò profondamente l’isola è l’imperatrice Sissi d'Austria, la quale si rifugiò a Corfù per curare il dolore derivante dal suicidio del figlio Rodolfo. Nel 1890 vi fece costruire l'Achilleion, un sontuoso palazzo bianco a picco sul mare dedicato al suo eroe mitologico preferito, Achille. Il palazzo, circondato da giardini terrazzati degradanti verso il mare, dopo la morte di Sissi, fu acquistata dal Kaiser Guglielmo II di Germania. L’isola, naturalmente, è soprattutto una meraviglia della natura, a cominciare dal mare, splendido ovunque. Tra le spiagge più celebri, e davvero meravigliose anche se molto affollate nei periodi centrali dell’estate, ci sono la baia di Paleokastritsa, con il susseguirsi di sei baie piccole insenature spettacolari racchiuse tra promontori coperti di ulivi, con acque fresche e cristalline; il Canal d'Amour, con le sue formazioni rocciose calcaree che creano canali naturali e grotte. Un piccolo angolo da scoprire e la spiaggia di Rovinia, con la sua natura selvaggia, incorniciata da una fitta vegetazione e grotte marine: si raggiunge a piedi con un ripido sentiero, oppure in barca.

LEUCADE (LEFKADA) E IL RICHIAMO DEL VENTO - Un ponte mobile la unisce alla terraferma, ma Leucade resta un’isola a tutti gli effetti, famosa per le imponenti scogliere bianche a picco sul un mare dal colore turchese abbagliante, e meta prediletta di chi ama la vela.  Spiagge iconiche come Porto Katsiki ed Egremni offrono scenari unici, mentre i villaggi tradizionali dell'entroterra conservano intatta la loro autenticità.  Il selvaggio Capo Lefkatas, conosciuto anche come “Salto di Saffo”, non è solo uno spettacolare sperone di roccia bianca: custodisce infatti una delle leggende più drammatiche dell'antichità. Secondo il mito, fu proprio da queste scogliere che la poetessa Saffo si gettò nel vuoto per porre fine alle pene di un amore non corrisposto per il giovane Faone. Secondo l’archeologo tedesco Wilhelm Dörpfeld era la vera Itaca descritta da Omero nell’Odissea, a cominciare dal fatto che fosse raggiungibile a piedi dalla terraferma in certi periodi: ai primi del Novecento compì perciò una serie di scavi archeologici che portano a ritrovamenti molto cospicui anche se non determinanti per confermare la tesi dell’archeologo. Tra le spiagge più iconiche dell’isola ci sono Porto Katsiki, un semicerchio di sabbia dominato da una maestosa scogliera che si tuffa in un mare di un turchese quasi irreale; porto Egremni: chilometri di sabbia e ciottoli bianchissimi sovrastati da una parete rocciosa bianca e imponente: entrambe le spiagge sono raggiungibili via terra solo dopo una discesa piuttosto impervia lungo la scogliera (a Egrenni si tratta di ben 400 scalini!), ma più agevolmente via mare. In alternativa si può fare il bagno a Milos, una distesa incontaminata di sabbia fine, dominata da vecchi mulini a vento in pietra: si raggiunge superando a piedi un promontorio da Agios Nikitas o, anche qui, più comodamente in taxi-boat.

CEFALONIA (KEFALONIA), LA “SORELLA MAGGIORE” – È l'isola più grande dell’arcipelago e presenta un tripudio di contrasti spettacolari: montagne maestose e la magia del lago sotterraneo di Melissani, la celeberrima Myrtos Beach e tante spiagge ancora selvagge e semideserte. Da vedere il borgo di Fiskardo piccolo gioiello di lifestyle: un porticciolo esclusivo dove attraccano yacht di lusso e con ottimi ristoranti sulla banchina che creano un'atmosfera squisitamente chic. Tra le meraviglie della natura c’è il già citato lago Melissani, un santuario segreto dedicato al dio Pan e alle Ninfe: secondo la leggenda, la ninfa Melassanti si tolse la vita annegando nel lago proprio perché rifiutata dal dio. Il meraviglioso lago sotterraneo all'interno della grotta di Melissani è celebre per i giochi di luce creati dal crollo della volta calcarea ed è un sito imperdibile. Tra le spiagge più belle in cui tuffarsi: Myrtos Beach, un semicerchio perfetto di ciottoli bianchi stretti tra due montagne e bagnati da un'acqua blu cobalto; Antisamos, sempre di ciottoli bianchi immersa in un anfiteatro di colline verdissime resa celebre dal film “Il mandolino del capitano Corelli”, la meno nota Fteri, raggiungibile solo via mare, nascosta tra candide scogliere calcaree e acque trasparenti.

L'INTIMA POESIA DI ITACA (ITHAKI) – Itaca è l’isola del mito e del ritorno, un rifugio esclusivo per l'anima, lontano dai flussi del turismo di massa. Il piccolo capoluogo Vathy accoglie i viaggiatori con il suo porto naturale, all’interno di una baia sinuosa che la protegge dalla forza del vento e del mare. Le spiagge si raggiungono prevalentemente in barca: Per decenni gli storici hanno liquidato il legame con Ulisse a pura finzione letteraria, finché l'archeologia ha riportato alla luce tracce che sembrano confermare il racconto omerico. L’isola è piccola, selvaggia e con pochi servizi, ma bellissima e fascinosa: all'inizio dell'Ottocento, anche il poeta romantico Lord Byron la visitò e ne rimase estasiato. Itaca si esplora soprattutto via mare, fermandosi nelle innumerevoli calette e spiagge, una più bella dell’altra: qui ricordiamo Gidaky, una mezzaluna perfetta con un'acqua dalla trasparenza vitrea situata nella parte sud-orientale di Itaca, e Filastro, più cosmopolita, circondata da alberi di ulivo che offrono un'ombra naturale fino a pochi metri dalla riva di ciottoli chiari.

ZANTE (ZAKYNTHOS), L’ISOLA "FIOR DI LEVANTE" - L’isola vanta una grande eredità culturale: ha dato i natali ai poeti Ugo Foscolo, che le dedico il celebre sonetto “A Zacinto”  e a Dionysios Solomos, autore dell'inno nazionale greco. L'influenza di Venezia qui era così radicata che l'italiano e il dialetto veneto rimasero le lingue della nobiltà locale fino all'Ottocento.  L’isola è dominata da un forte contrasto scenografico tra la fertile e verdeggiante pianura centrale e le montagne di calcare bianco della costa occidentale, che si apre in spettacolari golfi e falesie di colore bianco, tra cui quella che ospita la celebre Spiaggia del relitto. La parte meridionale è riservata a un Parco marino, legato alla protezione delle spiagge di riproduzione delle tartarughe Caretta-Caretta, facili da incontrare in mare anche a poca distanza dalla costa. La costa settentrionale regala spettacolari grotte marine mentre nella parte a sud si incontrano i luoghi della movida, anche sfrenata, e belle spiagge sabbiose, da frequentare nel rispetto di alcune normative di tutele delle tartarughe marine. Tra le più belle: Gerakas: una mezzaluna di sabbia dorata dalle acque basse e calde, che termina con un promontorio di argilla, balneabile con alcune accortezze perché area di nidificazione delle Caretta caretta. Nel Nord-ovest dell’isola si trova la Spiaggia del relitto (Navajo), una delle più celebri e iconiche di tutta la Grecia, racchiusa tra pareti di roccia bianca altre 200 metri e fatta di ghiaia sottilissima sulla quale sono adagiati i resti di una nave contrabbandiera naufragata negli anni ’70: si raggiunge solo via mare, ma con restrizioni alla sosta e divieti di ancoraggio per i rischio di crolli della scogliera: Da vedere anche l’insenatura di Porto Limnionas, non una classica spiaggia di sabbia o ciottoli, ma un fiordo profondo scavato nella roccia, con terrazze naturali e acque blu intenso e verde smeraldo, dalle acque fredde e la possibilità di un bagno memorabile.