La donna nega

Torino, ubriaco si intrufola in casa di una donna: arrestato | "Non sono un ladro, è la mia fidanzata incinta"

L'uomo, denunciato dalla donna, tra una decina di giorni andrà a processo. La donna nega ogni relazione con lui: "È un collega del mio ex"

© Carabinieri

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"Io non sono un ladro. Quella signora lì è la mia fidanzata, aspetta pure un bambino da me". Si è difeso così davanti al giudice un 46enne peruviano, arrestato dai carabinieri sabato sera dopo essersi intrufolato nell'appartamento di una donna a Torino, nel quartiere Barriera di Milano. A chiamare le forze dell'ordine sarebbe stata proprio la donna, che ha negato di conoscere bene l'uomo riconoscendolo solo come un "collega del suo ex compagno". L'uomo sarà processato fra una decina di giorni con l'accusa di tentato furto e resistenza a pubblico ufficiale.

Il racconto dell'uomo: la serata alcolica e le chiamate a vuoto -

 L'uomo si sarebbe introdotto nell'abitazione della donna nella notte tra sabato e domenica, dopo aver trascorso la serata con un amico. A notarlo la donna, che aveva sorpreso l'intruso mentre passava attraverso una porta finestra rompendo la zanzariera. Davanti al giudice l'uomo ha fornito la sua versione dei fatti. Secondo il 46enne, dopo una serata ad alto tasso alcolemico, aveva deciso di rientrare a riposare nella casa della sua fidanzata incinta, da lui individuata come la donna che ha chiamato le forze dell'ordine. "L'ho chiamata tante volte al cellulare per dirle che stavo rientrando, ma non rispondeva", si è difeso in udienza il peruviano. "Per questo ho provato a entrare, non volevo portare via niente da casa. Semplicemente stavo tornando per dormire, come ho già fatto altre volte". Molto diverso il racconto della donna, che alle forze dell'ordine ha negato la relazione sentimentale con l'uomo: "È un collega del mio ex compagno". 

Le minacce ai carabinieri: "Ci vediamo fuori" -

 Tra le accuse contestate all'uomo risulta anche quella di resistenza a pubblico ufficiale. Secondo gli inquirenti, in spagnolo avrebbe detto ai carabinieri: "“Vi tengo d’occhio, ci vediamo fuori”. Il 46enne ha spiegato: "Non ricordo di averlo fatto. Ricordo che dicevano "Firma firma" e io non volevo perché non sono un ladro", ha ricordato. Si è poi sollevato la maglietta per mostrare la cicatrice di una ferita sulla pancia: "Vedete? Quando mi hanno arrestato, mi hanno fatto cadere a terra e mi sono fatto male. Per quello ero agitato. È la prima volta che mi trovo in una situazione del genere. Ammetto che avevo bevuto un poco. Chiedo scusa per tutto". Al termine dell'udienza di convalida del fermo, il giudice lo ha rimesso in libertà respingendo la richiesta della procura di disporre l'obbligo di firma.

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