
Terremoto Venezuela, recuperato il corpo del disperso salernitano: si cercano moglie e figlia | Machado: "Torno per stare accanto al mio popolo"
Solo a Caracas il terremoto ha fatto crollare oltre 700 edifici. I dispersi sono ancora più di 50mila, la presidente Rodriguez: "Non perdiamo la speranza"

Ogni ora che passa, si riduce sempre più a un lumicino la speranza di ritrovare le persone in vita sotto i cumuli di macerie lasciati dal terremoto in Venezuela. Sono salite a 1.450 le vittime accertate, sono più di 3mila i feriti e ben oltre 50mila le persone disperse e segnalate sia tramite i canali ufficiali che i siti web di raccolta informazioni. Di giorno in giorno, decine di persone si spostano dall'elenco dei "desaparecidos" a quello dei morti. Tra loro anche il salernitano Enzo Cuomo, che si trovava con sua moglie Trini Adrian e la figlia 22enne Isabella in un palazzo di 14 piani a Caracas crollato durante la doppia scossa del 24 giugno. L'uomo non è sopravvissuto al collasso del loro edificio, nel quartiere Los Palos Grandes, si cercano ancora moglie e figlia.
Le operazioni di salvataggio: in corso recupero di donna e due figli -
Sono oltre 700 gli edifici crollati completamente o parzialmente solo nella capitale Caracas, si arriva oltre il migliaio considerando l'ampia zona colpita dal sisma di magnitudo 7,5. E tra le macerie si continua a scavare. Diverse squadre internazionali di soccorritori si sono messe già al lavoro tra la principale città e lo stato di La Guaira. Un manipolo di vigili del fuoco italiani è impegnata da ore in una complessa operazione di recupero di una donna e di due dei suoi tre figli, che si trovano all'interno di edificio collassato a Macuto. La donna - che era riuscita ad allertare la cugina con un messaggio WhatsApp - continua a rispondere ai segnali inviati dai vigili del fuoco attraverso il geofono, ma bisognerà scavare ancora molto per raggiungerla: "Bisogna andare ancora più in profondità nel tentativo di raggiungere la posizione della donna". I bimbi, secondo quanto riferito dalla stessa donna, si troverebbero con lei e sarebbero in buone condizioni.
La presidente Rodriguez: "Non perdiamo la speranza" -
La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, continua a fare appello alla fiducia del suo popolo: "Oggi abbiamo recuperato persone ancora in vita. Non perdiamo mai la speranza". L'ormai ex braccio destro dell'ex presidente Nicolas Maduro, catturato a gennaio in un blitz americano, ha annunciato l'istituzione di una commissione speciale per valutare i danni ai palazzi e stabilire se sia sicuro per le persone che dormono per strada farvi ritorno.
La premio Nobel Machado: "È il momento di tornare in Venezuela" -
Ma il malcontento cresce. Non solo perché, secondo una Ong di opposizione, il conteggio dei morti e dei dispersi è ritenuto ben poco affidabile rispetto all'effettiva portata devastante del terremoto. Ma anche perché si verificano veri e propri scontri tra le autorità locali e i soccorritori internazionali, a cui non viene consentito l'accesso ad alcuni siti. Intanto, proprio dalle file dell'opposizione, la leader fuggitiva e premio Nobel Maria Corina Machado ha annunciato un suo imminente ritorno in patria: "È giunto il momento. È mio dovere stare accanto al mio popolo; abbiamo bisogno di stare insieme per abbracciarci, per piangere, per piangere insieme i nostri cari, ma anche per darci forza a vicenda in questo momento così difficile", ha detto la politica fuggita dal Venezuela dopo aver trionfato alle presidenziali del luglio 2024 mentre viveva in clandestinità.
Inondazioni devastanti nel sud del Venezuela -
E se non bastasse la devastazione creata dal sisma, una violenta ondata di maltempo si è abbattuta sul Venezuela. Alcuni fiumi e torrenti sono esondati nello stato di Portuguesa, circa 500 chilometri a sud-ovest di Caracas, a causa delle forti piogge delle ultime ore. Secondo la stampa locale al momento l'inondazione non ha provocato vittime, ma gravissimi danni alle vie di comunicazione soprattutto nel comune di Unda, dove oltre 100 famiglie sono state costrette a lasciare le loro case sommerse dall'acqua.