Non potrà più essere una trappola incandescente e mortale il "Le Constellation" di Crans-Montana, e non sarà nemmeno un locale rinnovato a norma. Bensì "un luogo destinato ai giovani", che porti indelebile il marchio della strage di Capodanno in cui hanno perso la vita 41 persone, per lo più giovanissime, e 115 sono rimaste ferite. È la novità anticipata dal presidente del Canton Vallese, Christophe Darbellay. Per la celebre località alpina, così come per tutta la Svizzera e per una buona fetta dell'Italia, il 1° gennaio non sarà più solo Capodanno, ma anche un giorno di ricordo e commemorazione.
Le due iniziative per le vittime e il futuro del "Le Constellation" -
"Il Constellation non sarà più un bar, mai più", ha detto Darbellay in un'intervista al quotidiano svizzero Le Temps. "Questo luogo dovrà essere destinato ai giovani". È questo il domani che si immagina a Crans-Montana, il post-strage. Un futuro che sarà accompagnato da altre due iniziative: da una parte la commemorazione del 1° gennaio - per ora nel 2027, chissà se rimarrà un appuntamento ricorrente -, dall'altra un memoriale per le vittime. Un monumento che sia "bello, pacifico, accessibile", che renda "un dignitoso omaggio ai defunti, ai feriti e a coloro che hanno fornito soccorso o assistenza". L'auspicio è che nella costruzione di questo progetto sia dato "un posto centrale alle famiglie delle vittime".
Il punto sull'inchiesta: "Chi ha sbagliato pagherà" -
Sull'inchiesta in corso - che vede indagate 14 persone, tra cui i titolari del locale e diversi funzionari ed ex funzionari del Comune di Crans - Darbellay non si è sbilanciato: "Chi ha commesso errori sarà punito. A questi giovani dobbiamo la verità", ha detto. "Il ruolo del sistema giudiziario è quello di stabilire tutte le responsabilità. La responsabilità del governo è assicurarsi che vengano prese tutte le misure necessarie affinché una tale tragedia non possa mai più accadere, e proteggere la popolazione e i nostri ospiti". Ma ha anche aperto alla possibilità che altre persone vengano coinvolte nell'indagine: "Non si può escludere che, nel prossimo futuro, altri indagati provengano dall'amministrazione o dalle autorità cantonali. È compito del sistema giudiziario determinare questo, e dobbiamo rispettarlo".