Intesa in 14 punti

Storico accordo Libano-Israele, ecco i punti: il disarmo di Hezbollah, il ritiro di Israele e la "leadership" di Donald Trump

Firmata l'intesa quadro in 14 punti mediata dagli Usa per una pace duratura. Il testo prevede anche il ritorno dei civili e aiuti alla ricostruzione

© Afp

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Ora che l'accordo tra Usa, Libano e Israele è messo nero su bianco, il grosso rimane ancora da fare. La firma è arrivata a Washington, durante il quinto round di colloqui diplomatici. E mentre i governi di Tel Aviv e Beirut sembrano essersi nuovamente allineati sulle prospettive future - con la consapevolezza che "c'è ancora molto lavoro da fare", come ha spiegato Marco Rubio - i miliziani di Hezbollah hanno chiuso le porte all'intesa respingendo i risultati raggiunti: "Minano la sovranità del Libano". Anche perché tra i quattordici punti dell'accordo quadro resi pubblici dal dipartimento di Stato americano, c'è proprio la necessità di disarmare il Partito di Dio. Ecco tutti i termini del patto, con l'obiettivo di "raggiungere una pace e una sicurezza durature". 

1. Stop immediato alla guerra Israele-Libano: "Affrontare le cause profonde" -

 Israele e Libano affermano il diritto di ciascuno Stato a esistere in pace e il loro reciproco desiderio di vivere in sicurezza come Stati sovrani confinanti. Israele e Libano dichiarano pertanto la loro intenzione di porre fine in modo definitivo al conflitto, di affrontarne le cause profonde e di concludere formalmente qualsiasi stato di guerra tra di loro. Questo accordo quadro, raggiunto dopo molteplici cicli di negoziati diretti tra le parti, si basa su precedenti accordi e intese di successo ed esprime la determinazione a compiere progressi irreversibili verso una risoluzione globale di tutte le questioni tra i due Paesi. Entrambi i Paesi affermano la loro intenzione di risolvere tali questioni in quanto Stati sovrani attraverso negoziati bilaterali diretti, con la mediazione e il sostegno degli Stati Uniti.

2. Il disarmo di Hezbollah e le condizioni per il ritiro dell'Idf -

 Il governo di Israele e il governo del Libano si impegnano in un processo reciproco e graduale, con condizioni chiare, in base al quale le Forze Armate Libanesi (LAF) ripristineranno l'effettiva autorità sovrana su tutto il territorio libanese, subordinatamente al disarmo verificato dei gruppi armati non statali e allo smantellamento delle infrastrutture associate, consentendo così alle Forze di Difesa Israeliane (Idf) di ritirarsi progressivamente dal territorio libanese. Il Quadro definirà le misure necessarie, gli accordi di sicurezza e i meccanismi di verifica per promuovere questo processo. L'attuazione con successo del presente Quadro aprirà la strada a una relazione stabile e pacifica tra i due Paesi e consentirà all'Idf di ritirarsi dal territorio libanese.

3. Le "zone pilota" e il passaggio di mano da Israele a Libano -

 Le Forze Armate Libanesi (Laf) assumeranno gradualmente la piena ed effettiva responsabilità della sicurezza in zone pilota, che fungeranno da meccanismo per il ridispiegamento graduale e verificato delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) e per il dispiegamento delle Laf. Due zone iniziali sono state concordate tra Idf e Laf, e ulteriori zone pilota saranno concordate di comune accordo. Una volta confermato il successo del disarmo dei gruppi armati non statali e lo smantellamento delle loro infrastrutture in queste zone, le Laf assumeranno la piena ed effettiva responsabilità della sicurezza in tali aree, inizieranno gli sforzi di ricostruzione sostenuti a livello internazionale e i civili libanesi potranno tornare in sicurezza in queste zone sotto il controllo esclusivo delle autorità statali libanesi. Gli Stati Uniti intendono collaborare strettamente con entrambi i paesi per verificare e sostenere questo processo.

4. Gli sforzi internazionali per mettere all'angolo Hezbollah -

 Il governo del Libano ricostruirà il monopolio statale sull'uso della forza, realizzerà il disarmo completo e verificato di tutti i gruppi armati non statali e garantirà che tali gruppi non abbiano alcun ruolo militare o di sicurezza né capacità armate in nessuna parte del Libano. Il governo del Libano chiede pertanto il sostegno dei partner internazionali, e in particolare di quelli arabi, sotto la guida degli Stati Uniti, per raggiungere questo obiettivo.

5. Israele dichiara di non avere ambizioni territoriali in Libano -

 Il governo di Israele sottolinea che le sue azioni militari in Libano sono unicamente una conseguenza degli attacchi, della minaccia e delle intenzioni ostili di gruppi armati non statali, in particolare Hezbollah. Il governo di Israele ribadisce che la cessazione di tale minaccia, attraverso il disarmo e lo smantellamento di questi gruppi in tutto il Libano e ulteriori accordi di sicurezza da concordare tra i due Paesi, eliminerà qualsiasi futura necessità di azioni o presenza militare delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) in Libano. Di conseguenza, il governo di Israele dichiara di non avere ambizioni territoriali in Libano.

6. Gli enti paramilitari "illegali" e "contraria agli interessi nazionali" -

 Il governo del Libano, in conformità con la Carta delle Nazioni Unite e nell'esercizio della sua autorità sovrana, ribadisce che le sue forze di sicurezza hanno la responsabilità esclusiva della sicurezza e della difesa del Libano e che il governo del Libano detiene l'esclusiva autorità sovrana di dichiarare guerra e pace. Il governo del Libano respinge le pretese di qualsiasi Stato o attore non statale di usare la forza per suo conto senza la sua esplicita autorizzazione e ribadisce che qualsiasi pretesa da parte di qualsiasi Stato o attore non statale di esercitare un ruolo militare o di sicurezza è illegale secondo le decisioni del governo libanese e contraria agli interessi nazionali libanesi.

7. La creazione di un Gruppo di coordinamento militare -

 Il governo del Libano e il governo di Israele affermano che nulla nel presente Quadro impedisce loro di esercitare il loro diritto intrinseco all'autodifesa, come riconosciuto nella Carta delle Nazioni Unite e in conformità con il diritto internazionale applicabile, ribadendo che nessun terzo può esercitare tale diritto per loro conto. Entrambi i governi si impegnano a istituire un gruppo di coordinamento militare, con il sostegno e la partecipazione degli Stati Uniti, per garantire l'attuazione complessiva del presente Quadro.

8. Obiettivo Libano sicuro e ricostruito, con il ritorno dei civili in sicurezza -

 I due Paesi affermano di condividere l'obiettivo di un Libano sicuro e ricostruito, sotto la piena sovranità dello Stato libanese, in cui nessun gruppo armato non statale rappresenti una minaccia per Israele, il Libano o i cittadini di entrambi i Paesi. Inoltre, i due Paesi riconoscono che il ripristino della sicurezza nel Libano meridionale attraverso il dispiegamento delle Forze armate libanesi, il ritorno in sicurezza della popolazione civile e la sicurezza delle comunità settentrionali di Israele sono essenziali per la stabilità e la pace a lungo termine.

9. Impegno americano per sovranità libanese -

 Il governo del Libano accoglie con favore la disponibilità degli Stati Uniti a sostenere tali sforzi (disarmo di gruppi armati, ndr), riconoscendo che qualsiasi nuova assistenza statunitense sarà strettamente subordinata al raggiungimento di traguardi verificabili, alla piena trasparenza, al conseguimento di risultati concreti e a una supervisione continua. Questo impegno consentirà il ripristino sicuro e ordinato della sovranità libanese, contribuendo al contempo alla stabilità e alla sicurezza dell'intero Medio Oriente.

10. Aiuti per la ricostruzione del Libano da Usa e partner internazionali -

 Parallelamente e simultaneamente, gli Stati Uniti mobiliteranno i partner internazionali affinché sostengano attivamente il governo libanese nella ricostruzione del Paese, nella riparazione delle infrastrutture, nel rilancio dell'economia e nella creazione di opportunità di prosperità. Ciò dovrebbe includere la mobilitazione di ingenti aiuti umanitari per la ricostruzione del Libano, programmi di ripresa economica e iniziative di investimento, affinché il Libano possa riprendersi da anni di conflitto e garantire un futuro migliore a tutti i suoi cittadini.

11. Impegno di Beirut a non destinare gli aiuti a gruppi armati -

 Il Libano e gli Stati Uniti si impegnano a impedire che i fondi vengano destinati a qualsiasi entità, organizzazione o individuo affiliato a gruppi armati non statali e ad adottare tutte le misure legali disponibili per proibire l'attività di tali entità, organizzazioni o individui. Il governo del Libano si impegna esplicitamente a impedire che i fondi per la ricostruzione vengano destinati a gruppi armati non statali e alle entità a essi collegate.

12. La creazione di gruppi di lavoro per raggiungere la completa intesa -

 Con la firma di questo Accordo Quadro, i due Paesi si impegneranno a istituire gruppi di lavoro per redigere un accordo globale e completo sulla pace e la sicurezza. Inoltre, per raggiungere gli obiettivi dell'Accordo Quadro, i due governi avvieranno immediatamente percorsi complementari di impegno diretto e continuo, facilitati dagli Stati Uniti. I due governi si impegnano a procedere in buona fede fino al raggiungimento di una pace piena e duratura, che porti sicurezza, stabilità e prosperità ai popoli di Israele e del Libano.

13. Le misure di "buona fede" tra Libano e Israele: restituzione dei resti e rilascio dei detenuti -

 In linea con i loro obiettivi comuni di instaurare relazioni stabili e pacifiche, Israele e Libano si impegnano ad adottare misure in buona fede che dimostrino intenzioni positive, tra cui la cessazione di tutte le azioni ostili o avverse nei fori politici o giuridici internazionali, e si impegnano a lavorare per la ricerca e la restituzione dei resti e per il rilascio dei detenuti.

14. Il riconoscimento del ruolo di Trump -

 I due governi riconoscono il ruolo degli Stati Uniti nel sostenere i loro sforzi per porre fine a decenni di conflitto e stabilire una stabilità duratura e una pace globale tra i due paesi ed esprimono il loro profondo apprezzamento per la visione e la leadership del presidente Donald J. Trump.

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