Polmonite killer, influenza che uccide: è contro le nuove epidemie e contro la diffusione di vecchie affezioni ritenute sconfitte come la tubercolosi che punta la ricerca targata Immtech. Una società Usa fondata nel 1984 nell'Illinois, quotata al Nasdaq dal 1999 e all'Amex dall'inizio di quest'anno, che ha ricevuto dalla fondazione di Bill Gates una donazione record di 50 milioni di dollari.
Immtech conduce insomma la sua guerra contro le malattie infettive nel nome della ricerca, sperimenta nuove molecole che possano curare in maniera sempre più efficace. E si dedica allo studio in un periodo in cui l'industria farmaceutica vive una preoccupante stagnazione. La società ha scelto di presentarsi anche alla comunità finanziaria di Milano, in un incontro organizzato da Assoconsulenza in collaborazione con Opus Consulting e Isfoa (Istituto superiore di finanza e organizzazione aziendale libera e privata università internazionale).
"La nostra piattaforma tecnologica" dice a Tgfin Cecilia Chan, executive vice president e director della società "fonda lo sviluppo e la ricerca sul rapporto e la cooperazione con scienziati di fama e ricercatori universitari. Attraverso la rete mondiale che abbiamo costituito negli anni, cerchiamo nuove cure per affezioni che oggi sono spesso curate con farmaci poco efficaci o ad alto livello di tossicità. E per tipi di malattie considerate sorpassate. Un esempio? La tubercolosi: uccide due milioni di persone all'anno, 200mila bambini al giorno, e un miliardo sono le persone che ne sono affette ed era dagli anni Sessanta che non si facevano ricerche per creare nuovi farmaci".
Per il momento Immtech fonda quindi la sua attività sulla ricerca e sullo studio. I farmaci derivati dalle molecole che la società sta sperimentando e testando, soprattutto attraverso i laboratori delle 12 università americane con cui collabora, saranno messi in commercio soltanto nel 2007. Quali sono allora i proventi con cui vive oggi la società? "Sponsorizzazioni esterne e fondazioni ci permettono di gestire tranquillamente il nostro budget" dice Stephen Thompson, Ceo e president di Immtech. Con una disponibilità di 200mila dollari al mese, abbiamo una buona autonomia di azione. E siamo alla ricerca di contatti e sinergie con aziende specializzate nella farmaceutica. Abbiamo già avvicinato i vertici di alcune importanti aziende farmaceutiche italiane, con cui contiamo di avviare significative collaborazioni. E finanziariamente parlando, contiamo di quotarci alla Borsa di Francoforte nel giro di breve tempo".
Un organico di sette scienziati e di 35 ricercatori universitari, un bilancio con ricavi per 1.354.943 dollari e spese per 9.863.284 dollari, con un disavanzo cumulato di tre milioni di dollari, investimenti in ricerca e sviluppo pari a 10 milioni di dollari nel 2000, a 6,6 nel 2001 sono i numeri di questa azienda che fa della ricerca il suo punto di forza.
A suo favore c'è poi il rapporto privilegiato con la Bill & Melinda Gates Foundation: i cinquanta milioni di dollari donati dal re dell'informatica a Immtech serviranno allo studio per la prevenzione e la cura di malattie come insonnia, ansietà, depressione, che interessano oltre 70 milioni di persone e per cui il mercato vale almeno due miliardi di dollari all'anno.