GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA SORDOCECITÀ

Lega del Filo d'Oro, in dieci anni +74% di persone assistite

Nel 2025 la Fondazione ha seguito 1.405 persone sordocieche e con pluridisabilità psicosensoriale. E rilancia le richieste della Conferenza Nazionale: essere riconosciuti come risorsa, non come peso

Mai così tante persone seguite in oltre sessant'anni di attività. Nel 2025 la Lega del Filo d'Oro ha assistito 1.405 persone sordocieche e con pluridisabilità psicosensoriale: il numero più alto mai registrato nella storia della Fondazione. Dieci anni fa erano 806, il 74% in meno. È con questo dato che l'Ente si presenta alla Giornata Internazionale della Sordocecità, che si celebra il 27 giugno, affiancando ai numeri della crescita le richieste avanzate dalle stesse persone sordocieche.

Lega del Filo d'Oro, dieci anni di crescita accanto alle famiglie -

 L'aumento degli utenti racconta soprattutto una cosa: la capacità di raggiungere chi, altrimenti, resterebbe solo. Nello stesso periodo la presenza territoriale è passata da otto a dodici regioni italiane, un percorso destinato a proseguire con la prossima apertura della Sede Territoriale di Nuoro, che porterà la Fondazione anche in Sardegna.

È cresciuta anche la rete dei volontari, salita dai 592 del 2015 ai 769 del 2025: nell'ultimo anno hanno donato oltre 64mila ore, di cui 56.684 a diretto contatto con gli utenti. L'organico ha superato le 800 persone, contro le 570 di dieci anni fa, con 723 dipendenti a tempo indeterminato.

"Negli ultimi anni la Lega del Filo d'Oro ha continuato a crescere per rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni delle persone sordocieche e delle loro famiglie, ma siamo consapevoli che il percorso da compiere è ancora lungo", spiega Rossano Bartoli, Presidente della Fondazione, che indica nel rafforzamento della presenza nei territori e nella centralità dei percorsi di vita di ogni persona la rotta dei prossimi anni.

"Liberi di scegliere": le richieste delle persone sordocieche -

 Accanto ai dati, la Fondazione porta all'attenzione pubblica le raccomandazioni emerse dalla Conferenza Nazionale delle Persone Sordocieche "Liberi di scegliere", che ribaltano la prospettiva: le persone sordocieche chiedono di essere riconosciute come una risorsa per la società, non come qualcuno da dover assistere.

Le richieste si articolano in quattro aree. Sul lavoro, la piena attuazione su tutto il territorio della legge 68/1999 e del decreto legislativo 62/2024, con la possibilità di riadattare la postazione e di contare su Job Coach. Sul tempo libero, il potenziamento dei servizi di assistenza alla mobilità — come la "Sala Blu" delle ferrovie e la "Sala Amica" degli aeroporti — estesi anche agli autobus a lunga percorrenza. Su sport e cultura, l'accessibilità di impianti, musei e biblioteche. Sulla resilienza, sulla capacità di reagire, percorsi per rafforzare l'autostima e affrontare il dolore, e protocolli che diano alle vittime di violenza — in particolare le donne — gli strumenti per affrancarsene. E, infine, il diritto a relazioni e affettività, contro i pregiudizi che ancora oggi lo limitano.

"Per troppo tempo le persone sordocieche sono state considerate soprattutto in relazione ai loro bisogni di assistenza. Oggi è necessario cambiare prospettiva e riconoscere il loro valore come cittadini che possono contribuire attivamente alla società", sottolinea Francesco Mercurio, Presidente del Comitato delle Persone Sordocieche della Lega del Filo d'Oro.

Una richiesta che riguarda una platea ampia e spesso invisibile: in Italia le persone con sordocecità e pluridisabilità psicosensoriale sono oltre 360mila. A loro, da oltre sessant'anni, la Lega del Filo d'Oro garantisce assistenza, riabilitazione e rappresentanza dei diritti, con l'obiettivo di trasformare l'inclusione in una possibilità concreta.

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