DOPO LA CONFERMA A 24 ANNI DI CARCERE

L'avvocato di Alessia Pifferi: "Trattata e processata come una persona normale, ma non lo è"

Il legale Cristian Scaramozzino interviene a "Diario del Giorno": "La pena inflitta è comunque accettabile"

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"È stata trattata, processata e condannata come se fosse una persona normale, ma non lo è. Le sue problematiche psichiche non sono state minimamente considerate". Con queste parole l'avvocato Cristian Scaramozzino commenta a "Diario del Giorno" la decisione della Corte di Cassazione che ha confermato la condanna a 24 anni per la sua assistita, Alessia Pifferi, accusata di aver lasciato morire di stenti la figlia Diana, di appena un anno e mezzo, nel luglio 2022.

"Non si aspettava nulla dalla Cassazione, così come non si aspetta nulla dalla vita", afferma il legale, sottolineando come la donna sia afflitta da gravi difficoltà cognitive ed emotive, tra cui l'incapacità di provare ed esprimere sentimenti in modo adeguato.

"È concentrata solo sui problemi della quotidianità. La sua mente non va oltre ciò che accade nella giornata in cella", aggiunge l'avvocato a "Diario del Giorno", descrivendo una condizione psicologica estremamente fragile.

Nonostante la conferma della condanna, l'avvocato non si dice deluso dal verdetto. Anzi, ritiene che l'esito sia comunque un risultato positivo rispetto ai rischi iniziali: "Il nostro obiettivo primario era evitare l'ergastolo. La Cassazione non ha accolto la nostra richiesta di una riforma migliorativa della sentenza, basata sulle sue compromissioni cognitive, ma ha rigettato anche il ricorso della Procura". Una scelta che, secondo il difensore, porta a una pena che "tutto sommato può essere considerata accettabile".

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