POCHI LIMITI PER CHI VUOLE CACCIARE

Per il nuovo Ddl la caccia tutela la biodiversità

La riforma modifica in modo sostanziale la storica legge quadro 157 del 1992. Il testo passa ora alla Camera dei Deputati per la seconda lettura parlamentare

di Redazione E-Planet
© Unsplash

© Unsplash

Il Senato della Repubblica ha approvato il DdL 1552 sulla caccia, noto come testo Malan. Le opposizioni hanno votato contro, definendo la riforma come una legge "sparatutto". Il testo passa ora alla Camera dei Deputati per la seconda lettura parlamentare.
La riforma modifica in modo sostanziale la storica legge quadro 157 del 1992. La novità principale definisce la caccia un'attività utile alla tutela della biodiversità.

© Unsplash

Vengono notevolmente ampliati i periodi temporali e le aree in cui è consentito cacciare. Le Regioni avranno maggiori facoltà nel ridefinire i confini dei territori venatori. Viene inoltre esteso il numero e l'elenco delle specie animali cacciabili in Italia. Il testo riduce sensibilmente i vincoli automatici sulla sospensione delle licenze di caccia. I cacciatori vengono simbolicamente inquadrati come "bioregolatori" degli ecosistemi naturali.

Le associazioni ambientaliste come WWF e Lipu hanno espresso durissima condanna. I critici denunciano un grave passo indietro per la salvaguardia della fauna selvatica. In concomitanza con il voto si sono svolti affollati sit-in di protesta a Roma. Le forze di minoranza temono un aumento esponenziale del bracconaggio e dei rischi.
Di contro, le associazioni venatorie difendono la necessità di aggiornare norme obsolete. Per i sostenitori, la riforma introduce regole più moderne per la gestione faunistica. Resta forte la preoccupazione per possibili procedure d'infrazione da parte dell'Unione Europea.

La battaglia politica e sociale si sposta adesso ufficialmente nelle aule della Camera dove l’esito finale della votazione (favorevole) non è in discussione.