L'OMICIDIO IL 13 GIUGNO SCORSO

Interprete ucciso a Milano, fermato un 19enne: ha confessato

Secondo le prime indiscrezioni si tratterebbe di un giovane di origine marocchina residente a Melzo

© Tgcom24

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Ha confessato l'omicidio dell'interprete Roberto Guerrino il 19enne fermato dai carabinieri. Il giovane, nato in Italia ma di cittadinanza marocchina, ha ammesso le proprie responsabilità del delitto durante l'udienza di convalida del fermo davanti al gip. Secondo le sue affermazioni sarebbe a casa della vittima il 13 giugno scorso dopo aver concordato un incontro sessuale a pagamento su una bacheca di incontri online. Durante l'approccio, però, il giovane non avrebbe voluto continuare o per le modalità della situazione o per il prezzo. Avrebbe quindi cominciato a colpire Guerrino a mani nude e poi con una statuetta di Buddha, uccidendolo. Prima di lasciare l'appartamento del sessantenne, il ragazzo si è appropriato di tutti i dispositivi elettronici della vittima: due telefonini e un tablet. 

Il fermo in stazione con i bagagli "scongiurato il pericolo di fuga" -

 Attraverso lo sviluppo delle immagini degli impianti di videosorveglianza gli inquirenti sono riusciti a ricostruire tutti i movimenti del presunto autore del reato. Nello specifico, quanto registrato avrebbe mostrato il percorso del fermato che, dal luogo del delitto, si sarebbe poi diretto a Melzo, Comune in cui risiede. Il fermo, si legge in un comunicato stampa dei carabinieri, "si è reso necessario per scongiurare il pericolo di fuga del giovane, il quale, è stato bloccato alla stazione ferroviaria di Melzo con numerosi bagagli al seguito". Il 19enne sarebbe stato trovato in possesso del tablet della vittima, verosimilmente sottratto successivamente all'aggressione. I militari hanno individuato anche un connazionale del fermato, un 17enne che, secondo quanto trapelato, era in compagnia del giovane nella giornata dell'omicidio. La sua posizione è al vaglio della procura dei minori. 

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