Tra ciclismo e F1

Jannik Sinner, durante gli allenamenti spunta il "gilet refrigerante": ecco come funziona

Durante gli allenamenti in Gran Bretagna, l'altoatesino ha indossato lo strumento refrigerante. Ecco come funziona, tra panetti di ghiaccio e Pcm

Non c'entra nulla con la moda e le maison di lusso il nuovo gilet che Jannik Sinner è stato sorpreso a indossare durante i suoi allenamenti sull'erba inglese. Pesa 1,45 chilogrammi, ed è costruito come una serie di "cubetti di ghiaccio" che garantiscono sollievo all'atleta. Uno strumento preso in prestito dal ciclismo - quello dell'altoatesino è prodotto da un'azienda specialistica delle due ruote a pedali - che Jannik Sinner ha già iniziato a indossare per evitare malesseri che lo costringano al ritiro o a sconfitte improbabili. Come accaduto sotto i 31 gradi di Parigi, sull'illustre palcoscenico dell'ultimo Roland-Garros.

Come funziona il gilet refrigerante: i panetti di ghiaccio e il materiale speciale -

 L'obiettivo dei gilet refrigeranti è, come dice il nome stesso, garantire una sensazione di freschezza agli atleti durante i momenti di massima intensità e sforzo. Permette infatti di abbassare la temperatura corporea grazie a panetti in Bio Pcm (Phase change material), una sostanza che assorbe e poi rilascia grandi quantità di energia termica latente a una temperatura costante. Nei gilet classici - usati da ciclisti ma anche dalla nazionale spagnola di calcio impegnata in questo momento nei Mondiali - sono presenti delle taschine in cui è possibile far scivolare pacchetti di ghiaccio sintetico a base di gel o acqua.

In quelli di ultima generazione i panetti refrigeranti sono integrati e si attivano in frigorifero o nel congelatore. Quando la temperatura corporea supera i 26 gradi, il materiale all'interno del gilet inizia a cambiare stato (da solido a liquido), "catturando" l'eccesso di calore e garantendo un rilascio costante e prolungato di fresco. In condizioni di temperature esterne comprese tra 35 e 40 gradi, l'effetto dura circa un'ora. Poi basta reinserire il tutto in un congelatore, o inondare il gilet di acqua ghiacciata, per poter riattivare l'effetto. 

La soluzione della Formula 1: pompa, compressore e liquido a 16 gradi -

 Una versione simile, ma con un funzionamento radicalmente diverso, è stata introdotta in alcune situazioni di caldo estremo anche nel motorsport. Nell'ottobre 2025, sopra l'asfalto a 50 gradi di Singapore, i piloti di Formula 1 avevano indossato il Driving Cooling System. Si tratta di una sorta di maglia termica costruita con una serie di componenti aggiuntivi, tra cui una pompa, tubazioni e un accumulatore termico. In situazioni di grande caldo - il cosiddetto "Heat hazard" che la federazione ha già dichiarato per la gara di domenica 28 giugno in Austria - un fluido a una temperatura di 16 gradi viene pompato attraverso una rete fitta di tubicini, lunga 50 metri e inserita all'interno del gilet ignifugo sotto la tuta. All'interno dei piccoli condotti la sostanza refrigerante - aria, acqua o una soluzione acquosa di cloruro di sodio, cloruro di potassio o glicole propilenico - circola liberamente grazie all'impulso dato dalla pompa e da un compressore

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