Una giovane modella veneziana, attiva sulla piattaforma social Onlyfans, è stata multata per non aver pagato 422mila euro di tasse. La giovane donna, quasi trentenne, residente a Mestre, era molto seguita sul suo canale social, vantava 350mila follower e più di 73 milioni di visualizzazioni.
Scoperta l'evasione -
Aveva accumulato ben 422mila euro in circa cinque anni. Somma guadagnata vendendo sul proprio canale Onlyfans immagini e video erotici, destinati a un pubblico adulto. Un business redditizio che le avrebbe consentito di guadagnare la somma velocemente ma totalmente "in nero".
Le indagini -
Dai risultati dell’indagine condotta dalla Guardia di finanza di Venezia, come riporta il Corriere del Veneto, è emerso che la protagonista è una giovane donna originaria dell’Est Europa e residente nell’area di Mestre. Dal 2021 aveva iniziato a creare e vendere contenuti online sulle piattaforme più note del settore, a partire proprio da Onlyfans. Il social permette di pubblicare immagini e filmati espliciti che gli utenti possono visualizzare sottoscrivendo un abbonamento. Sempre dalle indagini è emerso che la modella aveva raccolto nel tempo una platea di 350mila follower, raggiungendo fino a 73 milioni di visualizzazioni e ottenendo guadagni consistenti "in totale evasione d'imposta".
La multa e il capitale non dichiarato -
Sarebbe di oltre 422mila euro il capitale non dichiarato. Alla ragazza, oltre alla contestazione del mancato versamento degli oneri previdenziali e delle imposte, è stata applicata anche la cosiddetta tassa etica, prevista a carico dei soggetti che producono e vendono materiale pornografico.
Per ricostruire le somme evase dalla donna, i finanzieri hanno incrociato e analizzato i dati ottenuti grazie alla cooperazione internazionale europea, che obbliga i gestori di piattaforme digitali a tracciare e condividere con l’amministrazione finanziaria i dati di chi vende beni o servizi online. Così è stato possibile quantificare la cifra non dichiarata, che sarebbe stata accumulata a partire dal 2021. A questo punto, i militari sono arrivati alla donna monitorando il vasto "mare" dell’offerta di contenuti per adulti disponibili sul web: un settore che sempre di più è destinato a essere oggetto di verifiche fiscali, dato che una fetta importante di questo tipo di economia si è spostata sui canali digitali.