Ancora nel caos. Lunedì 22 giugno, Keir Starmer ha rassegnato le dimissioni sia da leader del partito laburista britannico sia da primo ministro del Regno Unito. Una mossa che riflette ancora una volta l'estrema fragilità politica in cui riversa il Paese: dopo la Brexit, infatti, Londra ha visto alternarsi cinque primi ministri in appena otto anni. La mancanza di carisma, la nomina di Lord Mandelson (noto per i legami con Jeffrey Epstein) ad ambasciatore a Washington e il crollo di popolarità all'interno del Labour Party sono tra le ragioni dietro al logoramento politico di Starmer, che comunque ha annunciato che rimarrà in carica fino a quando non ci sarà un suo successore. Ma quando entrerà in carica questo successore? Ecco le tempistiche, le regole per le candidature Labour e i possibili scenari della situazione.
I tempi -
"Ogni decisione che ho preso è stata dettata dal mettere al primo posto il Paese che amo. Per questo motivo mi dimetto da leader del Partito laburista. Rimarrò in carica come primo ministro fino alla conclusione delle elezioni e farò tutto il possibile per garantire un passaggio di poteri ordinato". Con queste parole Starmer ha spiegato il cambio di guardia, per il quale però non c'è ancora una data ufficiale. Tuttavia il leader, durante il suo discorso, ha detto di aver chiesto al Comitato esecutivo nazionale del Labour Party di fissare un calendario per la corsa alla leadership del partito con apertura delle candidature il 9 luglio e chiusura il 16 luglio, prima della pausa estiva del Parlamento. Poi ha rivelato di voler concludere la transizione entro il 1° settembre.
Come si partecipa alla corsa? -
Innanzitutto, per potersi candidare alla leadership del Labour Party i candidati devono ottenere l'appoggio di 81 parlamentari laburisti, pari al 20% della rappresentanza parlamentare del partito. In seguito, devono ricevere le candidature dal 5% delle sezioni laburiste di circoscrizione, oppure da tre organizzazioni affiliate (che devono includere due sindacati), che rappresentino il 5% degli iscritti. Solo dopo aver superato queste due fasi le candidature risultano ufficiali e di conseguenza possono essere sottoposte al voto degli iscritti. In questo momento Andy Burnham ha confermato la sua candidatura ed è ampiamente considerato come un candidato che gode di un sostegno più che sufficiente tra i parlamentari laburisti. Con ogni probabilità potrà essere ammesso alla votazione. Gli iscritti al partito, in fase di voto, classificano i candidati in ordine di preferenza. Se un candidato ottiene oltre il 50% delle prime preferenze, viene eletto immediatamente come leader del partito. In caso contrario, il candidato con meno voti viene eliminato e i suoi voti vengono ridistribuiti ai secondi classificati, finché qualcuno non raggiunge la maggioranza assoluta.
Gli scenari -
Il successore di Starmer sarà deciso essenzialmente in due modi. Se il 16 luglio Burnham si rivelerà l'unico contendente alla guida del partito, non servirà passare dal voto dei membri. L'ex sindaco di Manchester diventerà automaticamente leader dei laburisti e primo ministro (perché nel quadro attuale i laburisti hanno la maggioranza alla Camera e, poiché il sistema politico è di tipo parlamentare, è il leader del partito di maggioranza a diventare primo ministro) tramite quella che nel Regno Unito viene definita coronation, "incoronazione". Al contrario, se il 16 luglio ci saranno altre candidature, ci sarà una sfida interna per determinare la nuova leadership del partito laburista. Nel caso di più sfidanti, il vincitore o vincitrice dell'elezione interna ottiene la maggioranza assoluta dei voti in una sfida a eliminazione. A poter votare sono i membri del partito, circa 300mila, e gli affiliati. È proprio questo il sistema che nel 2020 portò Starmer a guidare il suo schieramento. In questo scenario le tempistiche per la successione si allungherebbero. I precedenti variano e vanno dalle sei settimane ai tre mesi di tempo. Se ci saranno più candidari alla guida del Labour Party il post Starmer dovrebbe iniziare non prima di settembre.