Sull'incidente avvenuto domenica all'alba a Senago (Milano), nel quale sono morti tre ragazzi che viaggiavano su un'auto insieme ad altre sei persone, tra le quali il conducente 19enne Gabriele Popovici accusato di omicidio stradale plurimo aggravato dall'abuso di alcol, il Corriere della Sera ha riportato le versioni dei sopravvissuti. Versioni, riporta il quotidiano, già arrivate sulla scrivania del pm Rosario Ferracane.
I racconti -
"Più volte veniva detto a Popovici di rallentare sino a quando, giunti a una curva stretta, andava dritto e finivamo con l'auto ribaltata nel canale", ha raccontato una di loro ai carabinieri della compagnia di Rho. Le fa eco un altro dei sopravvissuti: "Popovici andava piano essendo in nove in macchina. A un certo punto decideva di accelerare, subito tutti gli abbiamo detto di rallentare altrimenti saremmo scesi dall'auto. Non abbiamo fatto in tempo, quasi, a finire la frase che siamo finiti con l'auto nel canale. Non ricordo bene la dinamica, ricordo solo il vuoto dell'auto durante il salto e che siamo finiti con il tetto dell'auto in acqua. Ricordo di aver trattenuto il respiro e di aver spinto fuori dal finestrino, che fortunatamente era aperto".
"Giunti su una strada stretta, Popovici iniziava ad accelerare senza motivo. Tutti subito ci siamo lamentati dicendogli di rallentare ma non abbiamo neanche finito di dirglielo che la macchina ha perso stabilità, ho sentito un senso di vuoto, e ci siamo ritrovati ribaltati nel canale pieno d'acqua. La macchina, essendo con tutti i finestrini abbassati, si è subito riempita d'acqua. Avevo davanti a me Riccardo (Provasi, una delle vittime con Lorenzo Benin, Camilla Copparoni, ndr) e a un certo punto non ho più sentito la sua presenza riuscendo quindi a uscire dal veicolo", ha spiegato un altro di loro, che era seduto sul sedile anteriore con in braccio Provasi.
Per quanto riguarda il fatto che erano in nove in auto, uno di loro ha detto: "Dovevano esserci due macchine per il ritorno, ma essendone saltata una e non essendoci altro modo per ritornare a casa, decidevamo di tornare a casa tutti insieme". Dopo l'incidente, Popovici, che non è ancora stato interrogato e si trova in carcere, si sarebbe dato da fare per prestare soccorso.