La storia dell'evoluzione umana non mostra una crescita costante e graduale ma per salti. E' la conclusione di una ricerca dell'università di Reading in Gran Bretagna, pubblicata sulla rivista dell'Accademia delle scienze degli Stati Uniti. L'essere umano moderno risulta infatti molto più grande dei suoi predecessori e gli scienziati si sono sempre chiesti come si è arrivati a queste dimensioni. La crescita maggiore risulta essere stata 2,5 milioni di anni fa con la comparsa dell'homo erectus.
Gli studi sono stati fatti su 386 fossili di 21 specie di ominidi. Le analisi fino a ora erano state disomogenee, perché erano stati studiati pezzi leggermente diversi gli uni dagli altri, come in un normale puzzle. Alcuni scienziati si erano concentrati su specie molto antiche dall'Australopitecus, fino a esemplari della famiglia del genere homo.
E qui sono emersi dati impressionanti: alcune specie si sono addirittura rimpicciolite, come l'Homo florensiensis o l'Homo maledi. Altre ancora sono rimaste uguali come l'Australopitecus, che pesava sui 40 kg in media, raggiungendo l'altezza di un bambino. L'Homo erectus e l'Homo ergaster invece sono stati tra gli ominidi, i primi a raggiungere o superare i 60 chilogrammi, raggiungendo dimensioni e peso, simili a quelli di numerosi essere umani moderni. Una evoluzione quindi in tutte le direzioni che fino a ora non era stata scoperta ma neppure immaginata.