LE NOVITA'

Autovelox, cosa cambia con l'ultimo decreto

Il provvedimento definisce procedure di omologazione, verifiche e tarature dei dispositivi

© dal-web

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Con l'inizio dell'estate, milioni di italiani si preparano a mettersi in viaggio. Se il caro carburante continua a pesare sui costi delle vacanze, una novità significativa riguarda anche il fronte degli autovelox. Il 9 giugno il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha firmato il decreto ministeriale che definisce le procedure di omologazione, verifica e taratura dei sistemi di rilevamento della velocità sulle strade. Ecco cosa cambia per gli automobilisti.

Le novità -

 Il provvedimento vuole porre fine a un lungo periodo di confusione relativo all'approvazione e all’omologazione dei dispositivi. Tale distinzione, spesso poco chiara, ha portato negli ultimi anni a una pioggia di multe contestate da parte degli automobilisti e operatori spesso coinvolti in contenziosi per sanzioni basate su dispositivi privi di certificazione. Di conseguenza, nel 2024 la Cassazione ha stabilito l'invalidità delle multe irrogate attraverso dispositivi privi della documentazione di omologazione, se ancora non estinte. Secondo i dati del Codacons, infatti, nel 2025 gli introiti derivati dalle multe sono diminuiti dell'8,9% nelle principali città italiane. 

Se il provvedimento autovelox dell’aprile del 2024 poneva l’attenzione sulla mera installazione dei dispositivi, quello del 2026 vuole rispondere ad una questione lasciata in sospeso, ovvero l’omologazione delle apparecchiature. Fino alla firma del nuovo decreto, infatti, più di 70 autovelox installati sul territorio nazionale non rispettavano la legislazione nazionale, in particolare il Codice della Strada secondo il quale all’art. 45, comma 6, e all’art.142, comma 6, per segnalare un’infrazione sui limiti di velocità, sono consentite esclusivamente le apparecchiature registrate come “debitamente omologate”. 

Cosa cambia -

 Ora, con il nuovo provvedimento, tutti i rilevatori successivi al 2017 saranno considerati automaticamente omologati. I dispositivi antecedenti, invece, verranno sottoposti a test tecnici obbligatori per verificarne la validità. Per ottenere l’omologazione, i dispositivi dovranno rispettare diversi requisiti, tra i quali la capacità di rilevare velocità in un intervallo compreso almeno tra 30km/h e 230 km/h e una tolleranza per l’errore di misurazione di 3km/h per una velocità entro i 100 km/h e del 3% oltre tale soglia. L’omologazione è solo una delle operazioni sancite dal decreto. Taratura iniziale, verifiche periodiche e annuali, controlli di funzionalità e tracciabilità delle operazioni tecniche sono i requisiti fondamentali che certificheranno la regolarità e il corretto funzionamento dell’autovelox. In particolare, la taratura iniziale dovrà essere effettuata prima della messa in esercizio dell’apparecchio, successivamente quella periodica con cadenza almeno annuale. In caso contrario, il rilevatore sarà posto fuori servizio.

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