Mancano poche ore all'Operation Iraqi freedom, nome in codice della guerra voluta da George W. Bush per spazzare via il regime di Saddam Hussein. Non ci sono più ostacoli diplomatici, l'esercito anglo-americano è pronto. L'operazione potrebbe cominciare un minuto dopo la scadenza dell'ultimatum, alle 4 di giovedì mattina a Baghdad, (le due in Italia). Secondo il vice ammiraglio Usa, Timothy Keating, l'attacco partirà entro 48 ore.
Timothy Keating, comandante della Quinta flotta è convinto che l'ora X scatterà molto presto. "Io non so per certo se stiamo per partire adesso. Ma credo che sia molto probabile che entro un paio di giorni i jet decolleranno dalla Uss Abraham Lincoln", ha Keating, dalla portaerei Lincoln in navigazione nel Golfo.
Quarantotto ore di tempo e poi su Baghdad sarà un inferno di fuoco. E secondo gli esperti l'attacco partirà senz'altro nelle ore notturne, anche se non sarà possibile ottenere il buio totale, come sarebbe auspicabile. Per l'assenza di luna (luna nuova) bisogna aspettare il primo giorno di aprile.
Una data forse troppo lontana per i generali di Bush. Se l'attacco comincerà tra 48 ore, sarebbero rispettate le stesse condizioni della guerra del Golfo, nel 1991. Allora gli Stati Uniti attaccarono l'Iraq la notte del 16 gennaio, quando l'ultimatum a Saddam era scaduto da un giorno.
Resta comunque l'incognita meteo. Sull'area tra Kuwait e Iraq è al momento in corso una tempesta di sabbia, che renderebbe difficile ogni operazione militare. Una situazione che riduce a pochi metri la visibilità creando problemi alle forze militari americane pronte a invadere l'Iraq. Gli esperti meteo assicurano che nella zona le tempeste di sabbia sono frequenti in questo momento dell'anno e nei prossimi giorni potrebbero intensificarsi.
I comandanti americani hanno detto piu' volte che il tempo può giocare un ruolo non secondario al momento di un attacco. Le tempeste di sabbia accorciano la visibilita' e i granelli si infilano nelle delicate attrezzature delle forze Usa, ma allo stesso tempo proteggono dalla vista del nemico.
La partecipazione di truppe di terra agli attacchi all'Iraq è prevista durante e dopo i bombardamenti aerei. I generali preparano l'incursione della cavalleria leggera e dei marines verso Bassora, dalla frontiera del Kuwait.