Condannata a ricevere 74 frustate perché si è esibita senza indossare l'hijab. È la condanna che il tribunale della città iraniana di Qom ha inflitto alla cantante Parastoo Ahmadi, e come lei al gruppo di sette artisti con cui nel dicembre 2024 la 29enne aveva trasmesso un concerto da solista in diretta su YouTube. Oltre alla punizione corporale, gli otto condannati non potranno lasciare l'Iran per due anni e per lo stesso lasso di tempo non potranno in alcun modo svolgere attività artistiche.
Il concerto di protesta di Ahmadi -
Era l'11 dicembre 2024 quando Parastoo Ahmadi aveva deciso di fare il suo esordio canoro nel modo più dirompente possibile. Sull'onda delle proteste scaturite dalla morte della 16enne Mahsa Amini, deceduta per le botte ricevute dalla polizia morale perché indossava in maniera errata il velo, la cantante aveva scelto di rendere la sua voce un vero e proprio atto di disobbedienza civile. Con alcuni musicisti, aveva infatti improvvisato un concerto trasmesso in streaming che aveva raccolto milioni di visualizzazioni. Senza l'hijab, con un lungo vestito nero con le spalline quasi invisibili e con un rossetto di colore acceso. Una aperta sfida alle rigide regole morali che il regime degli Ayatollah ha imposto, e continua a far rispettare con la repressione. Dall'uccisione di Mahsa Amini, infatti, migliaia di donne sfidano le norme apparendo in pubblico a capo scoperto. Molte di loro hanno pagato questo gesto con violenze, arresti e condanne.
L'arresto e la condanna "per offesa al pudore" -
E un simile destino è stato riservato anche a Parastoo Ahmadi. La giovane donna, insieme a sette tra musicisti e videomaker, era stata fermata nel dicembre 2024 e subito rilasciata. Poi, al termine di un lungo procedimento, è stata condannata dai giudici del tribunale penale provinciale di Qom per aver offeso il pudore pubblico "producendo e pubblicando contenuti volgari e immorali su internet". In Iran infatti, dalla rivoluzione islamica del 1979, le donne non possono esibirsi come soliste davanti a un pubblico misto di uomini e donne, ma solo davanti a platee esclusivamente femminili. Questo perché la voce delle donne è ritenuta fonte di tentazione per gli uomini, e quindi di peccato. In calce al video YouTube, la cantante stessa ha spiegato la sua scelta: "Sono una ragazza che vuole cantare per le persone che amo. È un diritto che non potevo ignorare: cantare per la terra che amo con tutta me stessa".