VERSO I COLLOQUI

Maturità 2026: i 10 consigli chiave degli esperti per prepararsi al nuovo orale

Un faccia a faccia più strutturato, dove non è ammesso il silenzio. Sparisce lo spunto a sorpresa e l'interrogazione si concentra su quattro discipline fisse. Ecco le dieci regole d'oro di Skuola.net per affrontare i commissari al meglio.

© Ansa

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Vietato fare “scena muta”: questo è, innanzitutto il consiglio zero da dare a ogni maturando che si appresta ad affrontare l’ultima prova della Maturità 2026: il colloquio orale.

Peraltro, ironia della sorte, il silenzio volontario, “doloso”, comporta l’esclusione dall’esame, mentre quella colposa - ovvero per manifesta impreparazione - permette di portare a casa almeno 2 punti su 20 qualora la commissione applicasse alla lettera la griglia di valutazione ministeriale.

Ma, fatta questa premessa fondamentale, come riuscire a portare a casa più punti possibile nel nuovo faccia a faccia con i professori? Il portale Skuola.net ha elaborato un decalogo proprio sulle fasi finali della preparazione all’esame orale di quest’anno, accompagnandolo con un vodcast - disponibile su YouTube - che ha coinvolto due decani della Maturità: l’ex preside Mario Rusconi e la professoressa Loredana Straccamore

1. Strutturare un discorso iniziale d'impatto

Non si inizia più l’orale con uno spunto - testo, foto, documento - preparato dalla commissione e ignoto al candidato: la palla passa direttamente ai maturandi, chiamati a dare il calcio di inizio con una presentazione di se stessi e del percorso di maturazione compiuto in questi anni, sia in ambito scolastico che extrascolastico, come descritto anche nel Curriculum dello Studente.

Il suggerimento, in questo caso, è di non improvvisare ma di strutturare un discorso e provarlo a casa, in modo da verificare che calzi a pennello con i tempi previsti (5-10 minuti, a seconda della commissione): anche se non è prevista una presentazione multimediale, aneddoti, oggetti evocativi, storie “strappalacrime” di civismo o impegno personale (es. sport, lavoro o volontariato), insieme ad altri artifici retorici, possono sicuramente contribuire alla causa.

2. Circoscrivere il ripasso alle quattro materie previste

La Riforma ha cambiato anche le regole dello studio: con la “perimetrazione” dell’orale con sole quattro materie, scelte a fine gennaio dal Ministero, gli studenti dovrebbero essere stati in grado di concentrarsi in maniera approfondita su ciascuna di esse, evitando uno studio affrettato dell’ultimo momento. Quanto agli argomenti da ripassare, fa fede quello che è riportato nel documento del 15 maggio, una sorta di “agiografia” dove sono riportate le virtù didattiche della classe in termini di argomenti sviluppati nelle singole discipline oggetto d’esame.

In ogni caso, non è però richiesto di prepararsi su possibili collegamenti tra gli argomenti delle discipline: da quest’anno sono facoltativi, nel senso che il candidato può farli ma non è un “imperativo morale” come in passato. Una buona notizia: questo specifico allenamento a collegare spesso risucchiava molto tempo del ripasso, creando confusione tra nozioni e aprendo la strada a strafalcioni da paura. 

3. Mantenere il dialogo ed evitare la "scena muta"

Le nuove direttive formali sullo svolgimento dell’orale sono severe: come detto, la mancanza di partecipazione attiva, o peggio ancora di "scena muta" volontaria, comporta il rischio di una bocciatura automatica, annullando di fatto il risultato di prove scritte e crediti scolastici.

Ma un momento di “buio” può capitare a chiunque. Niente panico, però: di fronte a una domanda ostica, la strategia migliore è prendere tempo, fare un respiro e iniziare a ragionare ad alta voce, cercando magari di portare subito il discorso verso un argomento più noto.

Da griglia ministeriale un orale con una scena muta totale non volontaria, come già segnalato, non dovrebbe essere valutato meno di 2 punti su 20.

4. Valorizzare l'esperienza di Formazione Scuola Lavoro

L’unico documento - sotto forma di relazione o più comunemente di presentazione multimediale - che gli studenti possono portarsi da casa è la relazione sulle esperienze di Formazione Scuola-Lavoro, ex PCTO ed ex ASL.  

Va preparato quindi con cura, evitando un mero “elenco della spesa” ma cercando soprattutto di sviluppare elementi narrativi e analitici che consentano di illustrare in maniera sintetica (massimo 10 minuti) ma esaustiva le principali attività svolte e le competenze sviluppate durante quel periodo.

5. Connettere l'Educazione Civica all'attualità

Successivamente le commissioni dovranno valutare quanto è rimasto al candidato delle esperienze di Educazione civica svolte dalla classe, sempre riportate nel documento del 15 maggio.

Anche qui, è consigliato ripassare accuratamente quanto lì indicato e, se richiesto dalla commissione, preparare una presentazione multimediale: anche se questo ulteriore compito è obbligatorio solo per chi è stato ammesso con il 6 in condotta, il 20% dei maturandi pare avere ricevuto consegne dai propri docenti di sviluppare comunque questo tipo di supporto.

6. Affidarsi a schemi e mappe concettuali, ma anche ai chatbot

A ridosso dell'esame, i manuali tendono a risultare troppo prolissi e dispersivi. Per fissare i concetti cardine, lo strumento migliore può essere invece rappresentato dalle mappe concettuali, che permettono di visualizzare l'ossatura degli argomenti essenziali e forniscono un'ottima base per strutturare il discorso.

Anche l’Intelligenza Artificiale, però, può essere un buon alleato: oltre a sviluppare essa stessa mappe concettuali, inserendo il documento del 15 maggio come fonte si può chiedere al chatbot di essere interrogati su quegli argomenti simulando i quesiti dei commissari d’esame. 

7. Tuffarsi nel proprio "habitat" ideale

I giorni dell’immediata vigilia dell’interrogazione non sono di certo il momento adatto per fare esperimenti sulla strategia di studio.

Meglio affidarsi al proprio modello preferito (specie se si è dimostrato efficace negli anni di scuola). Magari ritirandosi nel proprio ambiente d'elezione: che si tratti del silenzio rigoroso di una biblioteca, della propria camera con musica di sottofondo o del verde di un parco pubblico. 

L'importante è trovarsi in una “comfort zone” - mentale e fisica - che favorisca la massima concentrazione.

8. Simulare l'esame per calibrare i tempi

Ripetere esclusivamente a mente non basta per curare i dettagli di una buona esposizione orale. 

Per sbloccare la (naturale) paura di parlare davanti a un pubblico, è preferibile invece inscenare un vero e proprio finto colloquio: farsi interrogare da un genitore, un parente o un compagno di classe può essere la prova del nove per testare la propria solidità e preparazione, ma anche un esercizio utile per approcciare la commissione con più tranquillità.

I tempi standard sono più o meno questi: 5-10 minuti per la presentazione dello studente, 20-25 per il colloquio sulle quattro materie, 5-10 minuti per la presentazione sulle esperienze di FSL e per la verifica delle competenze di educazione civica, 5-10 minuti infine per il commento delle prove scritte. 

9. Pianificare il riposo come parte dello studio

Lo studio va diluito con metodo, senza ridursi alle classiche "nottatacce" dell'ultimo minuto o ai tour de force lunghi intere giornate. Sacrificare il sonno, infatti, può essere un errore silenzioso ma potenzialmente micidiale, facendo arrivare scarichi e privi di concentrazione davanti ai commissari. 

Bisogna, invece, sforzarsi di dormire almeno sette-otto ore a notte. La sera della vigilia del proprio orale, poi, andrebbe staccata proprio la spina, per salvaguardare il proprio benessere psicologico e non arrivare all’appuntamento carichi di tensioni.

10. Abbigliamento, sì al lino no allo sfarzo

Gli esperti interpellati da Skuola.net consigliano, infine, un dress code ben preciso: innanzitutto un abbigliamento senza pantaloni corti e scarpe aperte per i ragazzi, mentre per le ragazze sandali e gonne altezza ginocchio sono consentiti. 

Se fa caldo, chiaramente, abiti di lino o di cotone leggero aiutano a tenere sotto controllo la traspirazione anche senza scoprire il corpo. Quanto al risultato complessivo, si consiglia uno smart casual: curato ed elegante, ma non troppo formale. Abiti da cerimonia in stile tesi di laurea, sempre più diffusi, sono invece sconsigliati.