"Serve maggiore educazione digitale"

Voti dei figli sui social, il preside pubblica online una pagella creata con l'IA: "Nessuno se n'è accorto"

Quella del dirigente scolastico era una provocazione per ricordare che i dati sensibili non vanno condivisi online. "Serve urgentemente un' educazione digitale non solo per i ragazzi, ma soprattutto per i genitori"

di Jessica Anostini
© Tgcom24

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"Cari genitori, fatevi educare dai vostri figli". Esordisce così Alfonso D'Ambrosio, dirigente scolastico dell'Istituto Comprensivo di Lozzo Atestino, in provincia di Padova, autore nelle ultime ore di un post su Facebook che ha preso una piega decisamente inaspettata.

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Pagella sui social, il preside: "I dati sensibili non vanno pubblicati online" -

 Tutto è nato dal fatto che negli ultimi giorni, complice la fine dell'anno scolastico, tantissimi genitori hanno pubblicato sui propri canali social i risultati scolastici dei figli. "Non ci potevo credere, anche perché spesso le foto contenevano dati sensibili, addirittura il codice fiscale degli studenti. Ho pensato che lanciare un semplice monito non sarebbe stato sufficiente e allora ho pensato a una provocazione: pubblicare una finta pagella generata dall'intelligenza artificiale. E da lì partire per intavolare un discorso, costruire un dialogo con i genitori, stimolare la riflessione sul fatto che le pagelle non sono contenuti social".

Il post -

 "Auguri Mario per la tua promozione! Complimenti per il tuo 6 in italiano, il 7 in musica e persino per quei due 5 che fanno tanto "studente autentico"". Il post del dirigente su Facebook si apriva proprio così. Poco più sotto la lunga riflessione e anche la chiave di lettura: "Mario non è mio figlio. Non l'ho mai visto e la sua pagella è stata generata in pochi secondi con l'intelligenza artificiale. Eppure se l'avessi pubblicata senza dirvelo, qualcuno avrebbe messo un cuore, qualcun altro un "bravissimo" e qualcuno avrebbe scritto commenti cattivi. Questo per dire una cosa molto semplice: le pagelle non sono contenuti social".

I commenti -

  Un post dunque che invitava alla riflessione, che però in pochissimo tempo ha accumulato decine di commenti del tutto inaspettati. Molti utenti si sono fermati alle prime tre righe. Non hanno letto tutto il resto, non hanno capito il messaggio generando una serie di messaggi del tutto fuori luogo.

Cosa ci dice tutto questo?

"Intanto che serve urgentemente una educazione digitale non solo per i ragazzi. Ci lamentiamo del fatto che i giovani stanno troppo sui social ma la verità è che se anche gli adulti ci stanno di meno, in realtà li vivono male. E spesso certi genitori si dimostrano più bambini dei loro figli data la loro necessità di dover postare ogni cosa, ogni traguardo, persino la pagella del proprio figlio che oltretutto, come sottolineato già lo scorso anno dal Garante della Privacy, non può essere diffusa online".

Perché c'è tutto questo bisogno di "esibire", persino la pagella?

"Secondo me perché viviamo in un momento storico in cui per dire "io esisto" allora devo postare" spiega D'Ambrosio. "E questo non per stimolare qualche riflessione con gli altri utenti, ma semplicemente per esibire".

"Fatevi educare dai vostri figli" -

 Un'abitudine decisamente poco educativa, soprattutto nei confronti dei propri figli per i quali occorre essere un esempio. "Invece spesso sono proprio i nostri ragazzi a saperne più di noi sul tema digitale. A essere più attenti. E allora lancio anche questa provocazione: cari genitori, fatevi educare dai vostri figli e soprattutto siate orgogliosi di loro, dei loro risultati, senza violare la loro privacy". "Si dice che i figli si baciano di notte" conclude D'Ambrosio. Una sorta di similitudine per sottolineare che "l'amore per i figli non si manifesta pubblicando online una pagella, ma gioendo nell'intimità della propria famiglia".

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