nemmeno il papa è stato risparmiato

Trump-Meloni: quando il tycoon sceglie la carta dell'attacco verbale

Da Joe Biden a Kim Jong-un: è lunga la lista di offese e soprannomi che l'inquilino della Casa Bianca distribuisce ciclicamente ad avversari politici e leader internazionali

© Ansa

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Giorgia Meloni "probabilmente è contenta che io le abbia parlato, non ero obbligato a parlarle. Mi ha implorato di fare una foto con lei, la voleva così tanto. Avrei anche potuto non farla, ma alla fine mi ha fatto pena": affondo amaro per la premier da parte del presidente Usa, Donald Trump, che in una telefonata con una trasmissione televisiva ha commentato il loro incontro in occasione del G7 di Evian. Immediata la replica della premier che ha ricevuto una telefonata di solidarietà da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il Capo dello Stato non è stato il solo: l'intero mondo politico si è schierato a difesa di Meloni, vittima di un attacco che, secondo molti, potrebbe mettere a repentaglio i rapporti tra Italia e Stati Uniti.

Non è la prima volta che il tycoon attacca un leader straniero: dall'incontro-scontro alla Casa Bianca con il presidente ucraino Volodymyr Zelesnky agli attacchi a papa Leone XIV che, secondo Trump, "è pessimo in politica estera", riferendosi alle posizioni del Pontefice nel conflitto in Iran. Senza dimenticarsi del nomignolo dispregiativo attribuito al suo predecessore Joe Biden, definito "Sleepy Joe" e del "non è Churchill" sbattuto in faccia al primo ministro britannico Keir Starmer. Non solo attacchi a politici: anche star del cinema e giornalisti sono spesso finiti nel mirino del presidente Usa.

Gli attacchi al Papa -

 "Debole contro la criminalità e terribile in politica estera". Questi gli insulti durissimi rivolti da Trump al suo connazionale Robert Francis Prevost, il primo Pontefice americano della storia. "Non voglio un Papa che pensa che l'Iran possa avere l'arma atomica non voglio un Papa che pensa che sia terribile che l'America abbia attaccato il Venezuela, un Paese che mandava massicce quantità di droga negli Stati Uniti e svuotava le proprie carcere mandando da noi assassini, spacciatori, killer. Non voglio un Papa che critica il presidente degli Stati Uniti perché sto facendo quel che avevo promesso di fare e per cui ho stravinto le elezioni". Ad aprile la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran era forse al suo culmine, tanto da suscitare un richiamo alla pace da parte di Leone XIV, "premiato" così da Donald Trump.

"Sleepy Joe" Biden -

 Trump sembra prenderci gusto nell'insultare connazionali. Iconico il soprannome "Sleepy Joe", "Joe l'addormentato", attribuito al suo predecessore, Joe Biden, accusato in passato dal tycoon, in vista delle elezioni presidenziali, di non essere in grado di guidare gli Stati Uniti perché troppo anziano. 

Starmer "non è Churchill" -

 Il conflitto in Iran ha consumato i rapporti tra Stati Uniti e alleati occidentali, tra Ue e Nato, accusati a vario titolo di non aver supportato sufficientemente Washington nella guerra contro Teheran. In particolare, tra i leader europei "preferiti" dal tycoon c'è stato il primo ministro britannico Keir Starmer. L'inquilino del numero 10 a Downing Street ha "osato" non concedere basi Uk agli Stati Uniti, vedendosi sputare in faccia da Trump un bel "non è Wiston Churchill". Non è stato l'unico: l'ira di The Donald ha investito i leader di mezzo continente, soprattutto Spagna e Italia. Nemmeno il cancelliere tedesco Friedrich Merz è stato risparmiato, accusato di aver commentato in maniera sbagliata i primi giornidi guerra con gli ayatollah. "L'Iran ha umiliato gli Stati Uniti", l'affermazione da Berlino, con un immediato "non sa di cosa parla" proveniente dall'altra parte dell'Oceano.

Gli Obama paragonati a delle scimmie -

 Un video prima postato e poi eliminato, nel quale Barack e Michelle Obama sono stati photoshoppati su corpi da scimmia. Sono queste le immagini che, seppur per poco tempo, sono apparse sul profilo Truth di Trump: un video incentrato su alcune teorie del complotto riguardo il presunto voto truccato nelle elezioni del 2020, quelle vinte da Joe Biden, in cinque Stati chiave (North Carolina, Wisconsin, Michigan, Georgia e Pennsylvania). Secondo un funzionario della Casa Bianca, il filmato è stato postato "per errore" da un membro dello staff. Per la vicenda, Trump non si è mai scusato.

Merkel "stupida", Trudeau "governatore" e Kim "Rocket Man" -

 Dall'Europa all'Asia, da Nord a Sud: nessun leader straniero che abbiamo avuto a che fare, anche se poco, con Trump, si è potuto sottrarre ai suoi sbalzi d'umore. Secondo quanto rivelato in passato dalla Cnn che ha riportato diverse telefonate altamente private, il tycoon non ha mai avuto parole al miele per nessuno, salvo poi ricredersi e contraddirsi con nonchalance disarmante, come nel caso di Kim Jong-un, prima definito "Rocket Man", "uomo razzo", riferendosi alla sua pazzia esplosiva e poi "genio".

In una di queste conversazioni, emerge che la ex cancelliera tedesca Angela Merkel sia stata definita "stupida" da Trump. Vista la situazione e considerando che il Canada è nelle mire espnsionistiche dell'inquilino della Casa Bianca, non sorprende che il tycoon abbia in passato definito l'ex primo ministro Canadese Trudeau "governatore", alludendo a una possibile annessione di Ottawa come 51esimo stato Usa.

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