Il gesto provocatorio e simbolico

"Qui è vietato ammalarsi": il sindaco di Norbello (Oristano) denuncia l'assenza di medici di base con un'ordinanza sarcastica

Il primo cittadino Matteo Manca segnala la carenza di assistenza sanitaria nel Paese e invita ironicamente i cittadini a "guarire da soli" 

© Unsplash

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In Paese manca il medico di base e il sindaco di Norbello (Oristano), Matteo Manca, emana un'ordinanza provocatoria: "Vietato ammalarsi". Nel paesino da 1.100 abitanti, quindi, l'invito del primo cittadino è quello di ridurre al minimo le possibilità di ammalarsi, l'obbligo di "autoguarigione" e il "divieto di aggravamento". 

Il documento del Comune -

 L'atto è stato trasmesso, tra gli altri, anche alla presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni. Si tratta di una provocazione: lo scrive lo stesso sindaco nelle avvertenze finali del documento. "La presente ordinanza ha carattere esclusivamente provocatorio e simbolico - si legge - e intende evidenziare l'insanabile contraddizione tra il riconoscimento formale del diritto alla salute, sancito dalla Costituzione, dalle leggi dello Stato e dalla normativa regionale, e l'effettiva assenza di servizi sanitari territoriali essenziali nel comune di Norbello. Si evidenzia che nessuna disposizione normativa vigente e nessuna legge fisica o medica consente ai cittadini di guarire per ordinanza sindacale e che la tutela della salute richiede la concreta presenza di professionisti, strutture e servizi adeguati".

Il provvedimento -

  Un'ordinanza tra denuncia, ricerca urgente di soluzioni e ironia. Per quanto riguarda l'"obbligo di autoguarigione" il primo cittadino spiega che "tutti i residenti del Comune di Norbello qualora dovessero ammalarsi sono tenuti a guarire autonomamente e nel più breve tempo possibile", evitando per quanto possibile di aggravare le proprie condizioni.

Collaborazione del paziente -

  Con questa ordinanza, il sindaco dunque invita i propri cittadini a provvedere al proprio stato di salute con iniziative finalizzate al ripristino spontaneo delle condizioni fisiche, "con particolare riguardo a buona volontà, pensiero positivo, resistenza fisica e morale, eventuale ricorso alla fortuna".  Inoltre, sono state disposte anche le modalità operative per il conseguimento della guarigione: "Sono rimesse all'autonoma organizzazione del cittadino, stante l'impossibilità di acquisire indicazioni professionali continuative sul territorio comunale".

Le premesse, invece, sono serie: "Nel territorio comunale - spiega Manca - risulta da tempo assente il medico di medicina generale titolare, i cittadini sono frequentemente costretti a rivolgersi a servizi sanitari ubicati in altri comuni, spesso a notevole distanza, il diritto alla salute risulta difficilmente esercitabile in assenza di un presidio di assistenza primaria stabile e accessibile non risultano allo stato disponibili, presso il territorio comunale, medici di medicina generale". E quindi si dispone l'"autoguarigione".

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