lettera ai vertici dell'unione

Migranti, Meloni e 18 leader Ue: "Attuare norme su rimpatri, inclusi gli hub"

La lettera promossa anche dalla danese Frederiksen

© Ansa

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Un'implementazione rapida delle norme sui migranti, inclusi gli hub nei Paesi terzi: è questa la richiesta della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni e, della premier socialdemocratica danese, Mette Frederiksen, in una lettera sottoscritta da altri 17 leader europei. Nella missiva, indirizzata ai vertici Ue, si sottolinea che "alcune iniziative sono già operative, come la cooperazione tra Italia e Albania". Roma ha aperto la strada, ma anche "altri Paesi stanno ora lavorando per attuare le nuove possibilità, compresi gli hub nei Paesi terzi. Incoraggiamo gli Stati membri che lo desiderino a perseguire tali soluzioni e a collaborare con potenziali partner. Incoraggiamo inoltre la Commissione a continuare a sostenere gli Stati membri in questi sforzi", si legge nel testo.

Scontro tra Meloni e Sánchez -

 Sul tema Meloni si è scontrata con il premier spagnolo, Pedro Sánchez, durante un confronto nell'ambito dei lavori del Consiglio europeo di Bruxelles. Lo riferisce il portale Euractiv, che cita diplomatici dell'Ue. Meloni avrebbe criticato la decisione della Spagna di regolarizzare circa 500 mila migranti irregolari, sostenendo che ciò che Madrid sta facendo "riguarda i suoi vicini", per gli effetti che la misura potrebbe avere nello spazio Schengen.

La discussione sarebbe iniziata dopo che la premier danese Mette Frederiksen ha elogiato la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola e l'Eurocamera per l'approvazione della normativa che consente la creazione di centri per i rimpatri fuori dall'Europa. Frederiksen ha chiesto che il tema dei migranti occupi un posto più rilevante nelle agende del Consiglio europeo, invitando i leader a prestare maggiore attenzione alle politiche adottate dagli altri Paesi membri. Sánchez ha criticato la linea più dura, mentre Meloni si è schierata con Frederiksen, contestando la politica spagnola di regolarizzazione.

Il confronto arriva pochi giorni dopo l'approvazione del nuovo regolamento Ue sui rimpatri, considerato il "pezzo mancante" del Patto su migrazione e asilo, entrato in vigore il 12 giugno.

Meloni riunisce 13 Paesi sui migranti -

 A margine del Consiglio europeo, la presidente del Consiglio - insieme a Frederiksen e al premier olandese Rob Jetten - ha ospitato una nuova riunione informale tra alcuni degli Stati membri maggiormente interessati al tema delle soluzioni innovative da applicare alla gestione del fenomeno migratorio. Insieme a Italia, Danimarca e Paesi Bassi hanno preso parte all'incontro Austria, Belgio, Bulgaria, Germania, Grecia, Polonia, Malta, Repubblica Ceca, Slovenia, Svezia e Ungheria, nonché la Commissione europea. A riferirlo, in una nota, è Palazzo Chigi.

La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha illustrato i principali filoni di lavoro dell'esecutivo comunitario in ambito migratorio, soffermandosi in particolare sulle possibili conseguenze migratorie derivanti dall'evoluzione della crisi in Medio Oriente e sulle iniziative necessarie per garantire una risposta europea efficace e tempestiva. Nel corso della riunione è stato espresso apprezzamento per i risultati conseguiti negli ultimi mesi, tra cui l'istituzione della lista europea dei Paesi sicuri di origine, l'introduzione del nuovo concetto di Paese terzo sicuro, l'adozione della "Dichiarazione di Chișinău" sulla migrazione, l'accordo politico sul nuovo Regolamento Rimpatri e, più recentemente, l'inserimento di un riferimento al sostegno finanziario dell'Unione per le soluzioni innovative in materia migratoria nell'ambito dei negoziati sul prossimo Quadro Finanziario Pluriennale.

La presidente Meloni ha sottolineato la necessità di passare rapidamente dalla definizione delle nuove regole alla loro concreta attuazione, a partire dal Regolamento rimpatri - si legge nella nota -. Richiamando la lettera congiunta inviata a Frederiksen e ad altri 17 capi di Stato e di governo Ue, la presidente del Consiglio ha evidenziato l'importanza di avviare rapidamente progetti pilota concreti e replicabili. A tale riguardo, la discussione tra i leader ha fatto emergere l'interesse a valutare anche ipotesi di centri di rimpatrio congiunti in Paesi terzi.

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