a Civitella Alfedena

Sorelle scomparse in Abruzzo, trovato un fermaglio vicino a un sentiero: al vaglio le loro schede telefoniche

Nuova traccia nelle ricerche delle due ragazze scomparse dalla casa famiglia in provincia dell'Aquila, cui erano state affidate in seguito alla separazione dei genitori

Si riaccende la speranza nelle ricerche di Sarah e Alisya, le due sorelle allontanatesi da una struttura di accoglienza di Civitella Alfedena, in provincia del L'Aquila. Martedì scorso sarebbe stato rinvenuto un fermaglio rosso per capelli per bambini a seguito di segnalazione di un cittadino nel bosco del paese abruzzese. Come riporta "Il Messaggero", potrebbe appartenere a Sarah, la più piccola delle due ragazze scomparse. A rendere particolarmente significativa la scoperta sarebbe stata la testimonianza di una coetanea della ragazza, che avrebbe riconosciuto il fermaglio come appartenente proprio a Sarah. Gli investigatori stanno ora verificando ogni dettaglio per accertare se il ritrovamento possa rappresentare una traccia concreta utile a ricostruire gli spostamenti delle due sorelle dopo la loro scomparsa.

Undici giorni senza notizie -

 Delle due sorelle non si hanno notizie dalla notte tra il 6 e il 7 giugno, quando si sono allontanate dalla casa famiglia nella quale vivevano. La struttura le ospitava dopo la difficile separazione dei genitori, residenti a Minturno. Secondo quanto emerso, Sarah e Alisya avrebbero lasciato la struttura durante le ore notturne. Un elemento che rende ancora più complessa la vicenda è il fatto che entrambe, secondo chi le conosce, avessero paura del buio. Proprio per questo motivo gli inquirenti stanno cercando di comprendere cosa possa aver spinto le due ragazze ad allontanarsi volontariamente in piena notte.

Proseguono le ricerche -

 Il ritrovamento del fermaglio rappresenta al momento uno dei pochi elementi concreti emersi negli ultimi giorni. Le verifiche in corso dovranno stabilire se l'oggetto appartenga effettivamente a Sarah e se possa contribuire a restringere l'area delle ricerche.

Inoltre, si è scoperto che sono intestate a un uomo di origine kosovara e al compagno della madre delle due sorelline le schede telefoniche dei due dei tre telefoni che hanno con sé e che risultano inattivi da 96 ore. L’ultimo segnale è stato captato mercoledì nel parco Nazionale dell'Abruzzo. Le indagini si stanno concentrando sul terzo cellulare in possesso delle due ragazze per vedere se aggancia delle celle telefoniche, che possano aiutare a restringere il perimetro delle ricerche. Il cellulare intestato al compagno è stato dato alla 12enne per questioni di sicurezza in modo che lo avesse a disposizione durante degli spostamenti.

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