Più che un esame, una vera e propria prova di sopravvivenza estrema: la Maturità 2026, per molti studenti, potrebbe apparire quasi un "inferno" dantesco, non solo per la difficoltà della prova ma anche per il clima torrido in cui si svolgerà. Quando giovedì 18 giugno i candidati si sederanno ai banchi per il primo scritto, infatti, non dovranno fare i conti soltanto con le tracce ministeriali, ma anche con un nemico invisibile e spietato: un'ondata di caldo torrido che minaccia di trasformare le aule in vere e proprie serre tropicali.
L'allarme è concreto: proprio nei prossimi giorni, in molte parti d’Italia, El Niño potrebbe far schizzare il termometro fino a 38°, esponendo le ragazze e i ragazzi a possibili colpi di calore e cali di pressione. Una prospettiva più che fondata, basti pensare che già a fine maggio una studentessa di terza media ha accusato un improvviso collasso termico in un'aula che registrava 32 gradi centigradi, finendo dritta al pronto soccorso in ambulanza.
L'allarme: 9 maturandi su 10 faranno l'esame in una "fornace" - Ma il vero dramma è un altro: le nostre scuole sono totalmente disarmate di fronte a questo clima infernale.Come segnala un’analisi fatta dal portale Skuola.net, sulla base dei dati dell’Osservatorio Civico sulla Sicurezza a Scuola di Cittadinanzattiva, i numeri sono spietati: su oltre 60.000 sedi scolastiche monitorate, solo un "irrisorio" 7,42% è dotato di impianti di climatizzazione o ventilazione.
Questo significa che oltre il 90% degli istituti (e, più o meno, dei maturandi) si troverà ad affrontare le prove senza alcun sollievo. Un deficit, questo, che colpisce duramente gran parte del Paese, in particolar modo regioni come l'Emilia-Romagna (ferma al 9,5%) e il Veneto (11,03%). Solo le Marche sembrano una virtuosa scialuppa di salvataggio, grazie al loro 30,23% di istituti climatizzati. Ma, purtroppo, si tratta di un’anomalia.
Il caldo fa "sciogliere" anche i voti - E la salute potrebbe non essere la sola cosa a rimetterci a causa del calore. Le temperature estreme, infatti, non minacciano soltanto il fisico dei ragazzi. L'emergenza climatica entra a scuola penalizzando anche e profondamente la concentrazione e i risultati.
Come evidenziato recentemente dall'Ocse, lo stress termico offusca le performance cognitive: studi internazionali dimostrano che l'assenza di aria condizionata fa crollare drasticamente i punteggi dei test (con un calo dello 0,56% di deviazione standard per ogni singolo giorno extra in cui si superano i 34°C). In sintesi: la canicola rischia letteralmente di abbassare il voto finale dell'esame.
L'unica salvezza: il "via libera" ai ventilatori portatili e il kit d'emergenza - Abbandonati a se stessi da istituzioni che non hanno i fondi per i condizionatori, ai candidati l'unica arma di difesa che rimane il "fai da te". E qui arriva la svolta: come chiarito da Skuola.net anche in un recente video, diventato virale su TikTok, nell’aula d’esame si possono introdurre mini-ventilatori portatili a batteria o ventagli.
Proprio così: nel regolamento ufficiale della Maturità non esiste alcun divieto che impedisca agli studenti di posizionare sul banco un ventilatore portatile o di darsi sollievo con un classico ventaglio per scongiurare le "pezzate moleste".
Tuttavia, per non incorrere in incomprensioni con le commissioni e rischiare di farsi sequestrare il dispositivo, ci sono due aspetti a cui badare. Da un lato, i controlli anti-copiatura: i prof potrebbero ispezionare i ventilatori per assicurarsi che non siano stati manomessi per nascondere all'interno "strani sistemi di comunicazione". Dall’altro, il silenzio assoluto: l'aria fresca è consentita, ma guai ad arrecare fastidio ai vicini di banco con ronzii molesti che distruggerebbero la concentrazione in aula.
Dopodiché, insieme alla ventilazione portatile, il vero "kit di sopravvivenza" si gioca a tavola: per evitare collassi e sostenere l'energia mentale, la strategia vincente prevede abbondante acqua fresca e spuntini mirati a lento rilascio (come frutta secca o una banana), evitando rigorosamente cibi che ungono.
Acqua e vestiti giusti (e comodi) - Chiaramente un altro dettaglio non trascurabile è l’abbigliamento: la parola d’ordine è gestire le temperature senza, tuttavia, aprire vistose prese d’aria in stile balneare per non irritare la commissione (è pur sempre un esame di Stato). Per questo è assolutamente consigliabile ricorrere al più traspirante dei tessuti: sua maestà il lino. In alternativa, cotone leggerissimo, ma mai e poi mai tessuti sintetici, nemmeno quelli tecnici che in condizioni di scarso ricambio d’aria perdono efficacia.
Anche i colori chiari aiutano a ridurre l’assorbimento di calore sia in ambienti interni che, soprattutto, esterni. Così come sono da preferire i vestiti larghi e comodi in luogo di quelli attillati: questi ultimi intrappolano attorno al corpo uno strato di aria calda e satura di sudore, impedendo alla pelle di accogliere altro vapore acqueo riducendo lo scambio termico.