contro le bufale

Maturità 2026, uno studente su sei va ancora a caccia delle tracce su Internet: ritorna la campagna informativa "Maturità al sicuro"

Torna la campagna "Maturità al sicuro" della Polizia di Stato e di Skuola.net per contrastare le fake news sull'esame di Stato. Dopo anni di costante attività calano, ma non si azzerano, i disinformati. Ecco i dati

La notte prima degli esami porta consiglio, ma spesso anche un bel po' di confusione. Così, per aiutare gli studenti a non inciampare a un passo dal traguardo, torna "Maturità al sicuro", la storica campagna di sensibilizzazione promossa dal Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica in collaborazione con Skuola.net, giunta quest'anno alla sua diciannovesima edizione. Un'iniziativa che, partendo dall'analisi dei comportamenti e delle credenze dei maturandi, punta a smontare le fake news legate all'esame di maturità e a garantire uno svolgimento sereno delle prove.

Un monitoraggio condotto da Skuola.net su un campione di 1.000 maturandi, a pochi giorni dal via dell'esame, restituisce infatti un quadro a due velocità. Da un lato, l'attività di informazione di questi anni sembra aver fatto breccia nei nuovi diplomandi: le regole base pare siano state assimilate dalla stragrande maggioranza di loro. Dall'altro, però, il falso mito degli spoiler disponibili prima del via resiste tenacemente, accompagnato da una preoccupante "zona grigia" sull'uso dei dispositivi tecnologici secondari che rischia di generare clamorosi e ingenui incidenti di percorso.

C'è chi pensa ancora di poter trovare le tracce in anticipo - L'illusione di poter "hackerare" l'esame conoscendo le tracce in anticipo continua ad affascinare. Oggi, infatti, ben il 20% dei maturandi è convinto di poter scovare qualcosa di utile in rete prima dell'apertura dei plichi ministeriali: il 13% crede che circoleranno in anteprima gli argomenti, mentre un irriducibile 7% è certo di poter trovare il testo integrale delle tracce.

Non stupisce, quindi, che il 16% dei candidati dichiari che trascorrerà la vigilia sveglio fino a tardi, o con la sveglia all'alba, per presidiare social e siti specializzati a caccia dello scoop inesistente. A questi si aggiungeranno un 30% di candidati che starà sveglio o farà tardi, ma fortunatamente solo per ripassare.  Che su Internet circolino previsioni, "totoesame" o ripassi è una consapevolezza che oggi appartiene “solo” all'80% dei maturandi.

Sulla gestione degli smartphone le regole sono ormai chiare -Le buone notizie arrivano sul fronte del "nemico pubblico numero uno" quando si parla di procedure ufficiali: lo smartphone. L'85% dei maturandi sa perfettamente che il telefono va consegnato alla commissione prima di sedersi al banco, pena l'invalidazione della prova (e dell’esame).

Un dato leggermente migliore rispetto al passato, ma rimane tuttavia uno zoccolo duro del 15% che potrebbe rovinare tutto per una leggerezza: il 10% è convinto di potere tenere il cellulare in tasca purché rimanga spento, mentre un 5% si illude di poterlo persino usare, credendo di rischiare al massimo un abbassamento del voto finale.

Gli altri dispositivi "connessi" potrebbero creare problemi - Inoltre, se lo smartphone viene ormai percepito diffusamente come un “ospite” indesiderato, l'attenzione cala drasticamente quando si parla di device tecnologici da polso o indossabili. Quasi uno studente su 5 (il 19%) potrebbe rischiare l'esclusione per colpa dello smartwatch: il 16% pensa di poterlo tenere al polso a patto che sia disconnesso da Internet, mentre il 3% crede di poterlo usare senza alcuna limitazione.

La nebbia si fa ancora più fitta sui dispositivi tecnologici e app che consentono di usare l’Intelligenza Artificiale senza connessione: quasi un quarto dei maturandi (il 23%) è convinto di poterli portare in aula, credendo erroneamente che basti "non comunicare con l'esterno" (20%) o che le conseguenze di un eventuale richiamo si limitino a una banale penalità sul voto (3%).

Ecco perché campagne come quella "antibufale" di Polizia di Stato e Skuola.net sono estremamente utili per diffondere messaggi corretti e sgomberare il campo da convinzioni fuorvianti.

I social come amplificatore del messaggio - L’esame di Maturità è un appuntamento molto importante per gli studenti e per questo è necessario mantenere la serenità necessaria per affrontarli. Le false notizie, invece, possono portare a sterili distrazioni, facendo calare la concentrazione che invece è necessaria per affrontare uno dei momenti più importanti del percorso scolastico.

Tutti messaggi, questi, racchiusi anche in uno short video costruito in linea con le tendenze social del momento, utilizzando quindi un linguaggio il più vicino possibile a quello degli studenti. Il contenuto vede come protagonista la content creator Giusy Di Fratta - dell’Associazione Creator Economy (ACE), partner della campagna- alle prese con vani tentativi di superare l’esame sfruttando appunto l’appiglio delle fake news più diffuse alla vigilia. 

L'esito negativo di ogni tentativo permetterà di informare con ironia sulle corrette procedure d’esame e sulle varie piattaforme social in cui Skuola.net e Polizia Postale forniscono le giuste informazioni. Inoltre, per sciogliere le ansie dell'ultimo minuto, gli operatori del Commissariato di P.S. online restano a totale disposizione dei ragazzi.

Un rappresentante della Polizia di Stato sarà inoltre ospite d'eccezione - in compagnia di un rappresentante dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale - della tradizionale diretta web di Skuola.net che andrà in diretta questa sera alle ore 20:00 allo scopo di sfatare le ultime bufale e fare a tutti i maturandi un grandissimo in bocca al lupo.

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