!Un intero semestre di Sorveglianza Particolare appare obiettivamente eccessivo, anche alla luce delle gravi fragilità psichiche che affliggono il giovane detenuto, che potrebbero peggiorare sensibilmente". È quanto reso noto dal Tribunale di Sorveglianza di Milano nell'ordinanza con cui ha accolto uno dei tre motivi di reclamo della difesa di Zaccaria Mouhib, il trapper 24enne in arte Baby Gang, contro la decisione dello scorso aprile del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria di applica al giovane il Regime di sorveglianza particolare. E aggiunge: "È eccessivo anche precludergli l'utilizzo della televisione in cella, il cui uso potrebbe favorire una sua maggiore tranquillità con effetti positivi", conclude.
I motivi dell'arresto -
Il cantante è detenuto nel carcere di Busto Arsizio, in provincia di Varese, e difeso dall'avvocato Niccolò Vecchioni. È stato arrestato per la prima volta il 17 marzo 2026 nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Lecco per una serie di accuse tra cui la detenzione di armi e altri reati, compresi maltrattamenti sulla compagna. La "sorveglianza particolare" prevedeva per sei mesi un elenco di "limitazioni" nella detenzione per il trapper, tra cui il non poter partecipare ad alcuni corsi all'interno dell'istituto penitenziario, il poter stare negli spazi all'aperto solo per due ore al giorno, essere detenuto in "camera singola" senza "fornellino" né armadi, soprammobili e televisore, ma soltanto con una radio, il letto e "un tavolo con lo sgabello".
La richiesta -
Nel provvedimento la Sorveglianza dà atto della "pessima condotta" del cantante, della sua "aggressività" e del fatto che, proprio perché è noto e "ben conosciuto dai giovani", ha una "sorta di ascendenza" sugli altri detenuti. E che il suo comportamento in carcere è "preoccupante" e turba "ordine e sicurezza". Per i giudici, quindi, se è corretto il divieto, per esempio, di usare il "fornellino", per evitare "rischi", non lo è quello di avere la televisione in cella. E il periodo di sorveglianza particolare, sempre per i giudici, va ridotto da tre a sei mesi, dunque fino al 2 luglio 2026.
© Ansa
© Ansa
© Ansa
© Ansa
© Ansa
© Ansa
© Ansa
© Ansa
© Ansa
© Ansa
© Ansa
© Ansa
© Ansa
© Ansa
© Ansa
© Ansa
© IPA
© IPA
© IPA
© IPA
© IPA
© IPA
© IPA
© IPA
© IPA
© IPA
© IPA
© IPA
© IPA
© IPA
© IPA
© IPA
© IPA
© IPA
© IPA
© Ansa
© Ansa
© Ansa
© Ansa
© Ansa
© Ansa
© Ansa
© Ansa
© Ansa
© Ansa
© Ansa
© Ansa
© Ansa
© Ansa
© Ansa
© Ansa
© IPA
© IPA
© IPA
© IPA
© IPA
© IPA
© IPA
© IPA
© IPA
© IPA
© IPA
© IPA
© IPA
© IPA
© IPA
© IPA
© IPA
© IPA
© IPA