
E' morto il cardinale Camillo Ruini, aveva 95 anni
Ex presidente della Cei era malato da tempo. Caratterizzò i rapporti tra Chiesa italiana e politica negli anni novanta e duemila

E' morto il cardinale Camillo Ruini, vicario generale emerito di Sua Santità per la diocesi di Roma e arciprete emerito della basilica papale di San Giovanni in Laterano. Il presule, figura che ha inciso nella storia recente della Chiesa di cui ha cercato di mantenere centrale il ruolo all'interno di una società in mutamento, era nato a Sassuolo (Modena) il 19 febbraio 1931. E' stato anche presidente della Cei. "Ci raccogliamo in preghiera e affidiamo alla misericordia del Padre il cardinale Camillo Ruini, che il Signore ha chiamato a sé. Lo ricordiamo con riconoscenza per la vita spesa al servizio del Vangelo, della Chiesa di Roma e della Conferenza Episcopale Italiana", in una nota il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente Cei.
Malato da tempo -
Teologo raffinato e punto di riferimento del pensiero ecclesiale, da tempo Ruini viveva in sedia a rotelle, ma aveva sempre mantenuto una straordinaria lucidità intellettuale. Nelle ultime settimane versava in condizioni di salute critiche, assistito presso la propria abitazione da medici e infermieri, anche con l'ossigeno.
Ruini era stato ricoverato d’urgenza nel luglio 2024 al Policlinico Gemelli di Roma a causa di un infarto. Dopo essersi ripreso dall’attacco cardiaco, nel 2025 era stato sottoposto a ulteriori cure per un blocco renale, superato positivamente anche in quella circostanza, confermando una notevole capacità di recupero nonostante l’età avanzata.
Figura centrale nella storia della Chiesa italiana -
Camillo Ruini è stato una voce importante della Chiesa tra gli anni 1990 e i primi anni 2000. In qualità di presidente della Conferenza Episcopale Italiana, è stato fermo difensore di quei valori non negoziabili sostenuti prima da Giovanni Paolo II e poi da Benedetto XVI: la difesa della vita, il no senza riserve all’aborto e all’eutanasia e il richiamo all’impegno dei cattolici nella vita politica. Per questo motivo, come ricorda ACIstampa, durante il suo mandato, fu oggetto di numerosi attacchi da parte di una rappresentanza del mondo politico italiano, che lo accusò ripetutamente di ingerenza, arrivando persino ripetutamente a minacciare l’abolizione dei Patti Lateranensi e del successivo Concordato.
Negli ultimi tempi aveva dedicato le sue riflessioni al tema della morte. "Più che paura - aveva affermato in una recente intervista a Il Corriere della Sera, - provo pentimento, non solo per i peccati commessi, ma per le tante cose che avrei potuto fare e non ho fatto. Ho dedicato troppo tempo a me e ai miei libri, anche se mi rincuora l’affetto di tante persone".
La carriera ecclesiastica -
Il futuro cardinale fu ordinato sacerdote l’8 dicembre 1954 a Roma. Aveva studiato filosofia e teologia presso la Pontificia Università Gregoriana. Nella sua diocesi di origine, quella di Reggio Emilia, Ruini insegnò filosofia nel seminario diocesano dal 1957 al 1968. Dal 1968 al 1986 fu professore di teologia dogmatica nello Studio Teologico Interdiocesano di Modena-Reggio Emilia-Carpi-Guastalla, del quale fu anche direttore dal 1968 al 1977.
Nella diocesi emiliana fu inoltre delegato vescovile di Azione Cattolica, vicario episcopale per l’apostolato dei laici e presidente del consiglio diocesano per la pastorale scolastica. Papa Giovanni Paolo II lo elesse vescovo titolare di Nepte e lo nominò ausiliare delle diocesi di Reggio Emilia e Guastalla il 16 maggio 1983. Creato cardinale il 28 giugno 1991 da Giovanni Paolo II, è stato Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma e Arciprete della Basilica di San Giovanni in Laterano fino al 2008.
Ruini è stato presidente della Cei dal 7 marzo 1991 al 7 marzo 2007, guidando per oltre quindici anni l’episcopato nazionale in una fase di profondi cambiamenti sociali e culturali. Nel 2007 promosse il primo Family Day, mobilitando ampi settori del mondo cattolico in difesa della famiglia tradizionale e contro l’estensione dei diritti alle unioni civili.
Le sue posizioni -
Nonostante l'abbandono dei suoi ruoli ufficiali, Ruini ha continuato ad essere una voce rispettata all'interno della Chiesa cattolica, commentando spesso le questioni contemporanee e la direzione della Chiesa. Il cardinale Ruini è stato esplicito nella sua opposizione ai diritti degli omosessuali. Ruini avvertiva che il pieno riconoscimento legale delle coppie non sposate avrebbe rappresentato un "eclissamento della natura e del valore della famiglia e un danno molto grave per il popolo italiano". Nel 2005 aveva ricevuto il premio 'Liberal Siena 2005', onorificenza assegnata dalla Fondazione Liberal per la sua posizione contro il pieno riconoscimento delle relazioni omosessuali.
Ruini non ha mai mancato di esprimersi in merito a questioni politiche. Recentemente, in un'intervista a Il Corriere della Sera, aveva espresso il suo apprezzamento per la premier Giorgia Meloni con cui aveva coltivato "un'amicizia vera".