sospesi i dipendenti coinvolti

Milano, c'è un indagato per le chat tra dipendenti Atm con presunti commenti sessiti

L'accusa, ad almeno un impiegato dell'azienda, sarebbe quella di accesso abusivo a sistema informatico

© ufficio-stampa

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C'è almeno un indagato per accesso abusivo a sistema informatico nel caso della chat con commenti sessisti e immagini di donne rubate dalle videocamere di sorveglianza dei mezzi Atm, l'azienda dei trasporti di Milano. Sono in corso perquisizioni nell'inchiesta della Polizia locale, coordinata dalla Procura diretta da Marcello Viola. Intanto Atm ha sospeso tutti i dipendenti coinvolti nella vicenda.

Atm aveva aperto un'indagine interna per far luce sulla chat -

 Dopo che, tramite i social, una passeggera aveva denunciato l'esistenza di una chat WhatsApp dove alcuni dipendenti si scambierebbero immagini prese dalle telecamere di sorveglianza dei mezzi pubblici raffiguranti donne sedute o in piedi sui tram accompagnandole a presunti commenti sessisti, l'azienda si era mobilitata immediatamente per far luce sulla vicenda. "L'azienda si è prontamente attivata con la massima attenzione, per verificare il corretto uso degli strumenti aziendali e per tutelare i clienti e le migliaia di dipendenti corretti" si legge in una nota aziendale. Anche il sindaco di Milano Sala ha commentato: "Atm deve far luce ma deve anche intervenire, e se verranno individuati dei responsabili non ci siano interventi che rimettano coloro che hanno fatto queste cose in condizione di nuocere ancora".

Atm sospende i dipendenti coinvolti -

 Atm, secondo quanto si apprende, ha sospeso dal servizio e dalla retribuzione tutti i dipendenti coinvolti nella chat sessista. La stessa azienda dei trasporti milanese aveva provveduto, appena avuta notizia, ad aprire una indagine interna e a depositare in procura a Milano una denuncia.

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