Avere a che fare e trattare con Donald Trump non è semplice. Secondo quanto riportato dal giornalista investigativo Jeremy Scahill su Raw Story, citando fonti iraniane, Teheran avrebbe integrato nel proprio team negoziale alcuni psicologi con il compito di "modellare" i messaggi destinati al tycoon. Le stesse fonti descrivono un approccio insolito: i funzionari iraniani avrebbero costruito profili psicologici dettagliati e ritenuto necessario un controllo specialistico dei contenuti, con l'obiettivo dichiarato di aumentare l'efficacia dei messaggi. In questa cornice, i diplomatici avrebbero persino paragonato il processo a un'interazione "come se si avesse a che fare con un paziente" una definizione che rende l'idea della strategia comunicativa adottata nei colloqui.
La salute del tycoon, da tempo sotto la lente d'ingrandimento -
Oltre alla ricostruzione di Raw Story, alcune testate giornalistiche internazionali citano anche valutazioni sulla salute del presidente americano, come rossori cutanei o lividi sulle mani. La Casa Bianca avrebbe attribuito alcune manifestazioni fisiche a circostanze ordinarie come le troppe strette di mani troppo vigorose.
I negoziati procedono, ma l'incertezza resta -
Nel frattempo, sul piano diplomatico, pare che venerdì 19 giugno a Lucerna Iran e Usa firmeranno il tanto atteso memorandum (l'accordo è già stato firmato dalle parti digitalmente nella giornata di lunedì 15, ndr). Ma il condizionale resta ancora d'obbligo, visto che, come riportato dalla Cnn, Donald Trump aveva annunciato ben 37 volte che l'accordo con Teheran era imminente.