È iniziata una nuova giornata di perlustrazione per i vigili del fuoco impegnati da tre giorni nella ricerca del corpo di Chiara Guerra, la 53enne di Stino di Livenza, in provincia di Venezia, che sarebbe stata uccisa dal nipote 17enne, reo confesso. Le ricerche in queste ore procedono con elicotteri e droni che sorvolano dall'alto la zona nei pressi del canale Malgher, e con l'ausilio del reparto Saf e dei sommozzatori dei vigili del fuoco.
Prof uccisa dal nipote, terzo giorno di ricerche -
La zona è proprio quella indicata dal ragazzo nel corso della sua confessione: il giovane, secondo quanto riferito agli inquirenti, avrebbe ucciso la zia con un coltello per poi trasportare con un a carriola il cadavere della donna fino al canale, dove l'avrebbe appunto gettato.
La donna avrebbe tentato di difendersi -
La donna avrebbe anche provato a difendersi: gli investigatori avrebbero infatti riscontrato dei graffi sulle braccia e sul volto del ragazzo, segni che sarebbero compatibili con un tentativo di difesa della vittima durante l’aggressione. Il ragazzo avrebbe inoltre una mano fratturata. Il movente dell'omicidio, che sarebbe avvenuto nella giornata di giovedì 12 giugno, sarebbe legato a dissidi familiari. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori vi sarebbero infatti tensioni familiari riconducibili a questioni ereditarie.
Un testimone: "In paese sembrava barcollare" -
Il giovane, sempre secondo quanto dichiarato agli inquirenti, avrebbe attraversato il paese con il corpo nascosto nella carriola, sistemato in un sacco nero e coperto da un lenzuolo. Lo confermerebbe anche un residente della zona che avrebbe raccontato agli investigatori di aver notato quel ragazzo mentre procedeva con difficoltà. "Sembrava barcollare", le parole riferite dall'uomo agli inquirenti e riportate dal quotidiano La Repubblica. L'uomo avrebbe anche chiesto al ragazzo se avesse bisogno di aiuto ma il 17enne avrebbe risposto "Ce la faccio da solo". Poco dopo, una volta arrivato sull'argine del canale, avrebbe gettato il corpo nell'acqua.
Il ragazzo, nelle ore successive all'omicidio, mentre cresceva l'allarme per la scomparsa della zia e venivano avviate le prime ricerche, si sarebbe finto sconvolto andando in giro per il paese chiedendo se qualcuno avesse visto la parente. A far svoltare le indagini successivamente è stato lo stesso nipote che, messo sotto torchio dagli inquirenti, ha confessato di averla uccisa.
Si cerca il telefonino della vittima -
Restano però da chiarire alcuni tasselli. Tra questi quello del telefono cellulare dell'insegnante che per tutta la giornata di venerdì sarebbe stato spento tranne pochi minuti intorno alle 22. L'ipotesi è che il nipote possa essersi liberato del cellulare dopo aver visto i tantissimi messaggi e le chiamate dei conoscenti della zia che, preoccupati, provavano a contattarla. Gli investigatori però non sono ancora riusciti a trovarlo.
Dolore tra i colleghi e gli studenti -
Intanto a Stino di Livenza cresce lo sconforto per la scomparsa di Chiara Guerra, conosciuta e stimata da tutti. La 53enne era insegnante alla scuola media cittadina dove adesso c'è un insolito e pesante silenzio. I ragazzi, impegnati in questi giorni negli esami di Stato, affrontano la prova con una enorme sofferenza, come sottolineato dalla stessa preside dell'istituto che ha parlato della prof come di una "colonna" della scuola. Anche i ragazzi conservano un ricordo bellissimo della loro insegnante, descritta come "buona, sempre dolce e sorridente".