Taglio a scodella, tute acetate anni Novanta e occhiali da sole: Oliver Tree era quel personaggio fuori dall'ordinario ma amato da molti. Il cantautore e produttore californiano 32enne è morto domenica 14 giugno 2026 a Rio de Janeiro in un incidente in volo tra due elicotteri, che ha causato sei vittime. La notizia ha scosso il web, a piangerlo i milioni di fan che lo consideravano l'idolo di una generazione.
Nelle scorse ore è arrivato tra i molteplici, anche il cordoglio di Fedez che su Instagram ha scritto "Ciao Oliver" a cui è seguito un video ricordo in cui appariva il cantante. In Italia il tragico annuncio è arrivato a poche settimane dalle sue due date estive previste a luglio a Roma e a Milano.
Originario di Santa Cruz -
Chi era Oliver Tree Nato a Santa Cruz, in California, il 29 giugno 1993, Oliver Tree Nickell esordisce nel 2010 sulla piattaforma Soundcloud, dove inizia a farsi notare dai grandi nomi dell'elettronica come Skrillex. La sua è stata una continua sperimentazione visiva e sonora. Il plauso più significativo è arrivato da Thom Yorke, il frontman dei Radiohead, per la cover in chiave hip-hop e lo-fi di Karma Police realizzata da un allora giovanissimo Tree. Nel 2020 corona il successo globale con l’album di debutto Ugly Is Beautiful, trainato dal tormentone Life Goes On.
Campione di freestyle -
Il personaggio social e il Guinness World Record Tree era noto anche per i suoi vari alter ego stravaganti che sui social hanno lasciato il segno: dal cowboy allo stilista, ha conquistato e sfruttato l'algoritmo in maniera unica. "La mia carriera è un grande progetto di arte concettuale", così amava definire il suo percorso. Non solo musica: il rapper aveva un talento anche nel mondo del monopattino freestyle, tanto da guadagnarsi un Guinness World Record per aver guidato il modello più grande al mondo. La sua scomparsa prematura ha segnato il mondo dello spettacolo e non solo.