Un dialogo costante tra giovani imprenditori e istituzioni per far crescere il territorio, per dare la possibilità alle nuove generazioni di lavorare in circuiti sostenibili.
Siamo stati a Villa Seccamani a Leno, in Provincia di Brescia. Qui Regione Lombardia ha scelto di investire sulle persone e sui green jobs, dando vita a un Hub della Conoscenza.
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A parlarci del progetto è Giorgio Maione, Assessore Ambiente e Clima di Regione Lombardia:
“Questo è un luogo prima di tutto fisico, dove facciamo incontrare i giovani, le scuole, le aziende, le imprese del territorio, gli enti locali, perché vogliamo investire tantissimo sul futuro dei nostri giovani, rendendoli protagonisti di un cambiamento del proprio territorio verso una direzione di sostenibilità”.
“Il nostro è un territorio con una grande vocazione agricola. Se pensiamo alle nuove professioni in agricoltura, qui sta proprio la sfida dei green jobs. Ad esempio lo sviluppo di tecniche per risparmiare acqua, tecniche per abbattere le emissioni climalteranti, diminuire la CO2, diminuire l'utilizzo dei pesticidi e della chimica in agricoltura”.
“Certamente il tema della formazione, dell'informazione, del matching con le imprese è fondamentale per non lasciarsi prendere dall’ansia, dalla paura del futuro, ma soprattutto per capire che si può essere veramente protagonisti del cambiamento”.
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Tra i possibili protagonisti abbiamo conosciuto la studentessa Miriam Zacco, che con l'Hub della Conoscenza ha scoperto un talento per il giornalismo:
“A inizio anno ho potuto partecipare a un corso di dibattito che mi ha permesso di imparare a parlare davanti alle persone senza aver paura di esprimere la mia opinione e di rimanere fedele a quelli che sono i miei pensieri e le mie idee fino in fondo. Ho partecipato anche alla redazione dell’Hub della Conoscenza, che mi ha permesso invece di avvicinarmi al mondo del giornalismo e di parlare di ciò che penso, dei temi che mi appassionano e di quel di ciò che mi tocca da vicino senza aspettare di parlare al microfono degli adulti”.
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"Sono convinta che per far crescere il territorio sia necessario che anche i giovani rimangano e che apportino alla comunità il proprio talento, le proprie conoscenze, i propri sogni e i propri ideali".
Con lei anche lo studente Francesco Enea Taboni:
“Questi progetti riescono veramente, prima di tutto, a indagare su quelle che sono le esigenze dei nostri coetanei e dei giovani e in secondo luogo riescono a permetterci di avere un contatto diretto con quei mondi, quelle istituzioni con cui non saremmo mai riusciti ad avere un contatto”.
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Crescere vuol dire anche questo, avere tutti gli strumenti per decidere sul proprio futuro.