19 ANNI AL CENTRO DELLE CRONACHE

Delitto di Garlasco, il silenzio dei Poggi e la stanchezza del Comune "spegnete i riflettori"

La mamma di Chiara Poggi, Rita Preda, ha commentato così la scarcerazione di Alberto Stasi: "Non ho niente da dire"

Sceglie la via del silenzio Rita Preda. La donna, madre di Chiara Poggi, ha scelto di non parlare dopo la decisione del tribunale di sorveglianza di Milano di dare il via libera all'affidamento in prova ad Alberto Stasi, condannato in via definitiva per il delitto di Garlasco. Al telefono appare esausta, come esausta sembra essere la cittadina nel Pavese che non conta neanche 10mila anime e che, dal 13 agosto 2007, si trova costantemente al centro delle cronache. "Tutti i giorni sui quotidiani, tutte le sere argomento di talk-show televisivi, per non parlare di siti, social, podcast e youtube vari", si sfogano in molti. 

"Spegnete i riflettori" -

 Dopo il delitto di Chiara Poggi, consumatosi il 13 agosto 2007, il Comune in provincia di Pavia ha avuto a lungo i riflettori puntati. Negli ultimi 15 mesi, da quando la nuova inchiesta della procura di Pavia ha riaperto il caso individuando un nuovo sospettato alternativo ad Alberto Stasi, Andrea Sempio, le luci dei proiettori si sono fatte ancora più insistenti e pressanti. Riflettori che ora in tanti vorrebbero spegnere. Le persone, per la strada, nei bar e nei negozi, declinano sempre più infastiditi le richieste di commento che ricevono dagli inviati sguinzagliati per sentire cosa ne pensano i garlaschesi sull'ultimo sviluppo o retroscena. Negli ultimi mesi hanno visto il nome del loro paese accostato non solo a un delitto, ma a storie di abusi sessuali, morti sospette, corruzione, trame oscure, massoneria, sette, satanismo... Nessuna delle quali avrebbe trovato riscontro. C'è una diffidenza, una sorta di collettiva stanchezza anche nel vedere i droni che sorvolano ogni giorno il centro abitato

La mamma di Chiara: "Non ho niente da dire" -

 La stessa madre di Chiara, che non ha mai negato una sua riflessione, risponde al telefono come sempre con estrema cortesia, ma adesso per la prima volta davvero non se la sente di dire cosa pensa della scarcerazione definitiva di Stasi che commenta dicendo: "Non ho niente da dire". Anche il sindaco del Comune, Simone Molinari, in carica da quasi cinque anni alla guida di una civica di centrodestra vorrebbe spegnere la ribalta. "Purtroppo - dice - è diventato tutto molto pesante, compresi i commenti di chiunque possa avere la possibilità di rispondere. Ogni post su Garlasco è pieno di commenti stupidi e di cattiveria inutile. I cittadini vogliono verità come tutti, ma l'attenzione mediatica ha certamente leso la nostra città. Non è colpa di nessuno ma è diventata una situazione molto pesante, che ci auguriamo possa presto concludersi. L'attenzione rimane sul ricordo di Chiara e per la sua famiglia". Alla fine di marzo l'esasperazione era arrivata anche in consiglio comunale con la proposta di querelare chi, soprattutto sui social, "sta infangando il nome della città".

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