L'intervista a Tgcom24

Maturità 2026, come affrontarla senza ansia? La psicologa Elena Galloni: "Fate il volo d'aquila" | Ecco cos'è

"L'espressione è coniata da una tribù di nativi americani - spiega l'esperta - e ci aiuta a capire che la vita è molto più vasta di un piccolo esame, al quale bisogna dare il giusto valore. Anche in caso di bocciatura"

di Marta Di Donfrancesco
© Ansa

© Ansa

La notte prima dell'inizio degli esami, la cena con tutta la classe riunita che non si ripeterà mai più e l'emozione di una prima volta che sarà anche l'ultima. Il ricordo della maturità racchiude tutto questo e molto altro: un periodo che resta nel cuore, fatto di momenti emozionanti e di quell'ultimo assaggio di spensieratezza che brama di essere vissuta appieno ma che, già affacciata sulla soglia dell'età adulta, è pronta a restare un passo indietro, nei ricordi di una gioventù che si accinge pian piano a virare verso l'equilibrio e la crescita. Ma se questa è la facciata romantica della maturità, quella raccontata dai film e dalle canzoni, per molti ragazzi alle prese con l'ultimo anno delle superiori la realtà è ben diversa. Ansia per l'esame, paura di essere bocciati, pressione costante di genitori e docenti, incertezze per il futuro e magari desiderio di chiudere un percorso costellato da pessimi rapporti con i compagni o attriti con i professori. E purtroppo è facile che questo scenario dia origine a emozioni negative, a volte troppo grandi da gestire, che trovano terreno fertile nella fragilità dei più giovani e nella pressione sociale che si riversa su di loro. Elena Galloni, psicologa dello sviluppo e dell'educazione, psicoterapeuta psicoanalitica e specializzanda in psicoterapia rivolta ad adolescenti e giovani adulti, racconta a Tgcom24 come affrontare al meglio uno dei momenti più delicati dell'adolescenza. 

La maturità genera molta ansia, anche negli studenti che sono sempre andati bene. Dottoressa Galloni, perché è così temuta?
La maturità è un traguardo culturale importante che segna l'entrata nella vita adulta fatta di scelte libere, a volte non percepite come tali, ma che di fatto lo sono. Questo può generare ansia soprattutto rispetto alle aspettative, montate negli anni, su di sé e su di sé rispetto al mondo.

Esistono strategie semplici ed efficaci per gestire l'ansia nei giorni immediatamente precedenti l'esame?
Certamente. Un po' di ansia è normale, fa parte del funzionamento delle emozioni e serve a mantenersi concentrati sull'obiettivo che si ha davanti. Quando però l'ansia sconfina, cambia il focus: non è più il raggiungimento di un obiettivo, ma è l'ansia stessa. Perciò è fondamentale ribilanciarsi. Come si fa? Prendo in prestito un'espressione coniata da una tribù di nativi americani: bisogna fare il "volo d'aquila". Quando qualcosa sembra insormontabile, bisogna vederlo dall'alto, come lo vedrebbe un'aquila. Quanti momenti spaventosi o faticosi abbiamo già vissuto nel corso della nostra vita? Momenti che sembravano impossibili da superare, ma ce l'abbiamo fatta. La maturità è la stessa cosa: che si superi alla prima occasione o meno, è comunque un momento importante, ma sta a noi dare il giusto valore. Il passarla o meno non ci impedisce di diventare grandi, di avere relazioni sociali, di pensare a una famiglia, un viaggio, un lavoro. Il mondo, la vita stessa, sono molto più vasti di quel piccolo esame e, se prendiamo il volo come lo fa l'aquila, ce ne rendiamo conto.

Quanto pesa oggi, dal punto di vista psicologico, la paura della bocciatura?
Purtroppo pesa tanto, direi troppo. Si è perso molto del senso della bocciatura. Per un adolescente è normale viverla come qualcosa di doloroso. Il problema è quando la società intorno alimenta questo dolore senza dargli il riconoscimento e il peso che merita. Essere bocciati dovrebbe voler dire che lo studente ha bisogno dei suoi tempi per maturare e per integrare ciò che gli sarà utile nella vita da adulto; dovrebbe essere una tutela, un "ti vedo e ti aiuto in ciò di cui hai bisogno, capisco la tua frustrazione ma io sono qui con te", pronto o pronta a "rispiegare ciò di cui hai bisogno" da parte degli insegnanti. Invece, viene utilizzato spesso e volentieri come arma, come minaccia o punizione e i genitori spesso e volentieri non aiutano: anziché prenderla come un messaggio per aiutare il proprio figlio, approfondendo le motivazioni per cui è accaduto, spesso iniziano grandi battaglie e attacchi ai professori considerando la bocciatura un'ingiustizia, celando il fatto che dentro vivono tale evento come una sconfitta personale, una conferma della propria inadeguatezza di genitori. Così facendo, però, non solo nessuno sta davvero guardando gli studenti che, oltre a dover fare i conti con il lutto di dover lasciare i propri compagni e la fatica di dover recuperare le materie in cui sono rimasti indietro, si trovano a gestire il senso di colpa per aver deluso i propri genitori, ma oltretutto viene rinforzata l'idea che la bocciatura e i voti siano un giudizio sulla persona e non sulla preparazione. Tutto questo è assurdo e ingiusto nei confronti di ragazzi e ragazze che si stanno appena affacciando all'età adulta e dovrebbero avere come riferimento adulti diventati davvero adulti, capaci di prendersi cura di sé e dei loro figli.

In che modo i genitori possono sostenere i figli senza aumentare ulteriormente la pressione?
Innanzitutto facendo ordine: il risultato dei propri figli non è il loro. I genitori sono lì come supporto, e pertanto è loro responsabilità vedere, supervisionare e sostenere i propri figli e le proprie figlie senza sostituirsi, senza considerare i loro traguardi o i loro non traguardi come propri e aiutare a relativizzare quando la scuola diventa la cosa più importante della vita. Ci vuole equilibrio: la scuola è importante tanto quanto le relazioni, il divertimento, la cura di sé e tutti gli altri aspetti della vita di ogni individuo. 

Se uno studente teme concretamente di non farcela, qual è l'atteggiamento mentale più sano da adottare?
Da parte degli adulti, innanzitutto riconoscere che se lo studente o la studentessa ha tanta paura, vuol dire che dev'essere qualcosa di importante e prezioso per lui/lei. Bisogna quindi ascoltare cosa della maturità ritiene sia importante (il voto alto? L'essere bocciato? Il sentirsi esposto o esposta davanti a tante persone?) e, data l' importanza, allearsi per aiutarlo/a nella realizzazione, rassicurando del fatto che, qualunque cosa accada, andrà bene, anche se non dovesse andare come spera. Il messaggio che deve passare è: "Ce la mettiamo tutta a superare al meglio questo traguardo così prezioso per te, ma va bene anche se si viene bocciati. Non è piacevole, ma va bene perché comunque ci porta da qualche parte".

Perché tendiamo a vivere la maturità come un giudizio sul nostro valore personale, quando in realtà è solo una tappa del percorso?
Un po' è una caratteristica adolescenziale quella di identificarsi con le proprie emozioni e di viverle come assolute e totalizzanti. Un po' la società, con i sistemi di graduatorie e punteggi, rinforza questa visione in cui avere un buon rendimento scolastico (un domani lavorativo) è la cosa più importante della vita.

Quanto pesa l'aspetto emotivo, ossia il fatto di lasciare compagni, insegnanti e abitudini che hanno accompagnato gli studenti per anni?
Dipende dai rapporti che si hanno, naturalmente. Per alcuni può essere molto doloroso e difficile lasciare i propri compagni e i propri professori, per altri può essere una liberazione. Qualunque sia il sentimento, sta a noi adulti supportare i ragazzi nell'affrontare il cambiamento, ricordandoci, come già detto, che i protagonisti di questo percorso sono loro e non noi.

È normale non sapere ancora cosa fare dopo il diploma?
Sì, può succedere. Anche qui, ogni persona è diversa: c'è chi insegue da sempre un sogno, chi non ha idea di cosa fare "da grande". Di fatto a nessuno di noi è davvero dato di conoscere il proprio futuro, possono esserci svariati motivi per cui ciò che vedevamo come una strada sicura e già battuta subisca delle frane o dei cambi repentini. Ciò che in qualità di adulti possiamo fare - sia che gli adolescenti abbiano le idee chiare, sia che non le abbiano - è aiutarli nel riconoscimento di sé, del proprio valore e delle proprie risorse che sono utili per affrontare qualsiasi imprevisto. In questo modo, dove si va perde un po' del suo valore e si può fare spazio a ciò che si sta vivendo nel presente, con la fiducia che, qualsiasi sia il percorso, andrà bene perché si è in grado di affrontare e superare qualsiasi situazione.

C'è un errore che molti studenti commettono nell'affrontare la maturità?
Credere che questo esame rappresenti più di quanto sia, credere che venga valutato più della mera preparazione nelle discipline, pensare che condizioni il proprio futuro davvero. Purtroppo di queste credenze ne sono complici i modelli di iscrizione all'università, che spesso tengono conto del voto di maturità, per cui gli studenti ancora di più hanno l'illusione che questo voto significhi oggettivamente qualcosa nel proprio futuro, quando in verità, nel mondo degli adulti, l'esame di maturità è soltanto un ricordo.

Se potesse dire una sola frase agli studenti alla vigilia della prima prova, quale sarebbe?
Le cose vanno come devono andare e ogni esperienza porta da qualche parte. Viviti il momento a pieno: avere ansia è normale, perché è parte del gioco e come tale va vissuto.

Può dare ai ragazzi qualche consiglio per affrontare al meglio gli ultimi giorni prima dell’esame?
Bisogna ricordarsi, innanzitutto, che avere ansia è normale, e anzi nella giusta dose aiuta la prestazione. Poi, ripeto, è utile fare "il volo d'aquila": se si guarda da lontano al momento della maturità, ci rendiamo conto che abbiamo già avuto momenti difficilissimi, forse anche più difficili di quello che stiamo attraversando ora, in cui magari abbiamo pensato di non farcela. Eppure, li abbiamo superati e a oggi non sono che ricordi. Può essere utile affrontare questo momento con questa prospettiva: immaginandoci che, fra dieci anni, sarà anche questo un ricordo. In ultimo, è fondamentale viversi e godersi il momento con tutte le sue emozioni: comunque vada, resta un evento denso di significato e vale la pena viverlo. Qualunque cosa accada, abbiamo le risorse per gestirla, per cui andrà bene. 

Ti potrebbe interessare