
Orietta Berti lancia il singolo "QCPF" con l'intelligenza artificiale: "È una grande alleata"
Una canzone e un progetto che unisce tradizione e innovazione. L'artista racconta il rapporto con l'IA, il videoclip girato a Las Vegas e il suo legame con le nuove generazioni

Sessant'anni di carriera, decine di successi diventati colonne sonore dell'estate italiana e una voglia di mettersi in gioco che non accenna a diminuire. Orietta Berti continua a sorprendere, guardando al futuro senza rinunciare alla propria identità. Lo dimostra il nuovo singolo, nel quale l'artista emiliana ha deciso di inserire anche l'intelligenza artificiale, trasformandola in uno strumento creativo e produttivo al servizio della musica. Un progetto che si inserisce nelle celebrazioni di una carriera straordinaria e che conferma ancora una volta la sua capacità di dialogare con le nuove generazioni e di intercettare i linguaggi contemporanei.
"QCPF - Quadri, Cuori, Picche, Fiori" è il nuovo singolo dove l'amore è raccontato attraverso i semi delle carte da gioco, quale messaggio vuole far arrivare al pubblico?
Al centro del brano c'è l'amore, raccontato attraverso il simbolismo delle carte da gioco. Ogni seme rappresenta una diversa sfumatura del sentimento: i quadri evocano gli amori platonici, quelli che restano sospesi e inespressi; i cuori rappresentano la passione travolgente della giovinezza; i picche raccontano gli amori incerti, quelli che possono tradire o allontanarsi; mentre i fiori incarnano la forma più romantica dell'amore, capace di sbocciare sia nell'adolescenza sia nella terza età. Un messaggio positivo che celebra la possibilità di innamorarsi in ogni fase della vita.
© Ufficio stampa
© Gapp Music e One Fingerz
© Gapp Music e One Fingerz
© Gapp Music e One Fingerz
© Ufficio stampa
© Gapp Music e One Fingerz
© Gapp Music e One Fingerz
© Gapp Music e One Fingerz
Dal punto di vista musicale, il nuovo singolo si distingue per sonorità moderne e attuali, frutto della volontà di continuare a sperimentare.
Mi è sempre piaciuto sperimentare e confrontarmi con sonorità nuove. Negli ultimi anni ho collaborato con artisti molto diversi da me e continuo a farlo con entusiasmo. Credo che il confronto tra generazioni sia una ricchezza. Anche questa volta ho voluto portare qualcosa di nuovo nel mio lavoro e ho deciso di utilizzare l'intelligenza artificiale, con cui ormai collaboro da circa due anni. Proprio perché è diventata così importante nel mio percorso artistico, ho voluto inserirla anche nel progetto che celebra i miei sessant'anni di carriera. Ho chiesto persino di darle un volto. All'inizio mi avevano proposto un'immagine molto moderna, con dettagli che non sentivo vicini al mio gusto. Così abbiamo continuato a lavorarci fino a creare una ragazza giovane, sensuale e sorridente. Oggi questa figura mi piace molto ed è diventata parte integrante anche del videoclip.
Molti artisti guardano l'intelligenza artificiale con diffidenza, lei la affronta con curiosità, cosa risponde a chi teme che possa sostituire la creatività umana?
Io mi trovo benissimo con l'intelligenza artificiale. So che molte persone ne hanno paura perché pensano che possa togliere lavoro, ma la mia esperienza è diversa. Per realizzare i provini servono tecnici specializzati e professionisti che lavorano dietro le quinte. Non la considero una sostituzione delle persone, ma uno strumento che può aiutare a lavorare meglio. Quando i ragazzi mi propongono una canzone, spesso il provino è cantato da una voce maschile e non sempre riesco a capire subito se il brano è adatto alla mia tonalità. Grazie all'intelligenza artificiale posso ascoltare immediatamente una versione costruita sulla mia estensione vocale e con una timbrica che ricorda la mia. Questo mi permette di imparare più velocemente il pezzo, di capire meglio la metrica desiderata dall'autore e di ottimizzare il lavoro in studio. Anche per gli arrangiamenti è diventato uno strumento molto utile. Possiamo sperimentare subito soluzioni diverse, aggiungere archi, fiati o ritmiche particolari e capire immediatamente quale direzione prendere. È un metodo che rende il lavoro più rapido e anche più sostenibile dal punto di vista economico. Se uno la usa musicalmente, la consiglio a tutti, anche ai cantanti giovani, per esempio, che non sono molto intonati a volte, perché non studiano molto. L'intelligenza artificiale ha un'intonazione perfetta che un umano non potrà mai avere. Poi lei non respira mai e, quindi, ti insegna anche a tenere i respiri nascosti. Grazie al suo utilizzo sento che sono più intonata, quando sono in sala di registrazione.
Il video clip è ambientato a Las Vegas, una città che frequenta da molti anni, perché avete scelto proprio questa ambientazione?
Per il video ho coinvolto Il Rosso, con il quale si è creato un bellissimo rapporto. Ci siamo conosciuti grazie ad amici comuni e abbiamo deciso di collaborare perché condividiamo la stessa voglia di sperimentare e divertirci. Da lì è nata questa canzone e tutto il progetto che la accompagna. Abbiamo scelto Las Vegas come ambientazione del video perché per me è una città speciale. Per oltre venticinque anni è stata una delle mie mete preferite. Ci andavo regolarmente in vacanza e ho ricordi meravigliosi legati a quei luoghi. Ma c'è anche un collegamento diretto con il brano: Las Vegas è la città del gioco, delle carte e delle roulette, quindi, si sposava perfettamente con il tema della canzone. A Las Vegas non ci si annoia mai.
"QCPF- Quadri, Cuori, Picche, Fiori" si inserisce in un progetto più ampio...
Il nuovo singolo feat Il Rosso e IAEM è scritto prodotto e registrato da Danti con l'aiuto di Paolo "Biggie Paul" Saraceni nella parte tecnica e del maestro Enrico Cremonesi agli arrangiamenti e tastiere ed è un tassello di un progetto più ampio che ha dato il via a una serie di sorprese musicali che regalerò al pubblico per festeggiare i miei meravigliosi sessant'anni di carriera. Ho già registrato 20 brani da sola e a Natale uscirò con un cofanetto con 10 canzoni nuove e tutti i duetti.
Lei è diventata un punto di riferimento per tanti giovani artisti e spesso sceglie di lavorare con loro, cosa cerca in loro? E loro cosa trovano in lei?
Dei giovani mi piace molto la loro curiosità, l'energia che mi trasmettono. Mi adatto molto a loro, mi piace molto conversare con loro. Il rapporto con le nuove generazioni è uno degli aspetti che più mi entusiasmano. Dalla partecipazione al Festival di Sanremo del 2021 sono nate numerose collaborazioni che mi hanno consentito di avvicinarmi a nuovi pubblici e di confrontarsi con autori e produttori contemporanei. Un percorso che proseguo ancora oggi attraverso un progetto discografico ambizioso: venti brani inediti, tra canzoni soliste e duetti, che verranno pubblicati in più fasi e raccolti in un cofanetto celebrativo per i sessant'anni di carriera.
Ci svela la ricetta del tormentone estivo perfetto?
Nel passato ho fatto tante hit estive di successo. Finché la Barca va, Via di Ciclamini e tante altre, erano tutte canzoni per l'estate, ma allora gli autori dicevano ci vogliono sempre tre motivi diversi nella canzone, perché se gli ascoltatori non beccano il primo, beccheranno il secondo o il terzo. Ed è così anche adesso, una canzone non deve essere monotona, deve avere almeno tre motivi diversi nel pezzo. Una canzone deve essere immediata, riconoscibile e contenere più spunti melodici capaci di catturare l'ascoltatore, perché adesso la gente va di fretta, non ha tempo di ascoltare una canzone dieci volte, l'ascolta due volte al massimo. Oggi, inoltre, le tonalità sono diventate più accessibili rispetto al passato, permettendo a tutti di cantare i brani con maggiore facilità. La musica deve essere condivisa, imparata in fretta e vissuta con spontaneità da persone di ogni età.