La procura di Rimini farà appello

Omicidio Pierina Paganelli: Dassilva assolto e subito liberato | Le lacrime all'uscita dal carcere: "È la rinascita della giustizia"

La sentenza della Corte d'Assise dopo 16 ore di camera di consiglio: "Non ha commesso il fatto". Ma la Procura di Rimini farà appello

La Corte d'Assise di Rimini ha assolto Louis Dassilva dall'accusa di aver ucciso Pierina Paganelli e lo ha immediatamente liberato. Un boato in aula seguito da un
applauso. Il dispositivo è stato letto dalla giudice e
presidente Fiorella Casadei, davanti a un'aula
piena che ha atteso per oltre 16 ore di camera di consiglio il verdetto arrivato nel cuore della notte. Al pronunciamento della sentenza, il 36enne amante della nuora della vittima, Manuela Bianchi, è scoppiato in lacrime. In aula, i parenti della vittima,
i figli Chiara, Giuliano e Giacomo Saponi, la sorella e i
nipoti che alla sentenza sono rimasti seduti in silenzio
impassibili. E dietro il banco dell'imputato la moglie di Dassilva, Valeria Bartolucci, che ha sempre difeso il marito: "Ho acquistato molta fiducia nella giustizia", ha dichiarato a caldo. Tra
il
pubblico
un
gruppo
di
senegalesi, una trentina, conoscenti di Dassilva.

L'uscita dal carcere di Dassilva -

 Poche ore dopo la sentenza, l'ormai ex imputato è uscito dal carcere I Casetti di Rimini portando a mano alcuni borsoni e sacchetti con i suoi averi. Fuori dalle cancellate, circondato da telecamere e flash, ha abbracciato la moglie Valeria Bortolucci: "Ha vinto la giustizia", ha detto Dassilva tra le lacrime. "È la rinascita della giustizia". La moglie ha poi aggiunto: "Non torneremo mai più in via del Ciclamino". 

La Procura di Rimini farà appello -

 Dopo che i due giudici togati e i sei popolari della Corte d'Assise di Rimini hanno assolto Louis Dassilva, la Procura di Rimini ha annunciato che farà appello. Questo sarà proposto una volta depositate le motivazioni, tra 90 giorni. Dassilva, come da dispositivo letto in aula dalla presidente d'assise Fiorella Casadei è stato assolto ex articolo 530 comma 2 di procedura penale, in pratica la vecchia insufficienza di prove, per non aver commesso il fatto.

Un giallo lungo quasi 3 anni - L'omicidio della 78enne pensionata riminese, dunque, rimane per ora senza colpevoli. Tutto era iniziato quando il corpo di Pierina venne rinvenuto dalla nuora Manuela Bianchi, la mattina del 4 ottobre 2023, nel garage di via del Ciclamino: nell'immediatezza la polizia pensò ad un femminicidio. L'ex marito, però, un albergatore riminese, era in Germania da mesi e la pista venne subito abbandonata. Le indagini coordinate dal pm Paci, lo stesso che 30 anni fa fermò la banda della Uno bianca, si concentrarono subito sui vicini di casa di Pierina. A pochi metri vivono Louis e la moglie Valeria Bartolucci, il figlio Giuliano Saponi e la nuora Manuela con la figlia 16enne. Frequentava la casa Loris Bianchi, fratello di Manuela che con Pierina non aveva mai avuto un buon rapporto. Un passo avanti l'indagine lo aveva compiuto quando la telecamera di un garage captò le urla di Pierina mentre veniva uccisa, fissando l'orario certo della morte alle 22.13. 

La presunta confessione -

 Per la procura della città romagnola, Dassilva per quell'ora non ha un alibi. L'intercettazione del 4 ottobre, nella sala d'attesa della Questura, rivelò la relazione con Manuela. In quella che il gip Vinicio Cantarini definirà la "presunta confessione", Dassilva, incalzato dalla Bianchi, rispose dopo un lungo silenzio "non cambia niente tra di noi". Emersero allora i particolari dell'amore extraconiugale, le foto al mare, le scritte sui muri e i messaggi in codice. Diventarono di dominio pubblico gli incontri in garage dove Pierina era stata uccisa. In un'escalation, la moglie e l'altra donna si accapigliarono in diretta tv pochi giorni prima dell'arresto, 16 luglio 2024, confermato da tre sentenze di Riesame e due di Cassazione sulla custodia cautelare.

Nove mesi di dibattimento - Il processo si è aperto il 15 settembre 2026 con Dassilva detenuto. La Corte d'Assise, in nove mesi, ha acquisito migliaia di atti tra cui intercettazioni su riti voodoo che l'imputato chiese allo stregone senegalese contro i poliziotti e il pm. Migliaia di pagine anche le perizie tecniche tra cui l'esame del Dna eseguito dal professor Emiliano Giardina che non troverà nulla di riconducibile a Dassilva e la Cam3, la telecamera della farmacia di via del Ciclamino. Per la Procura ha ripreso l'assassino dopo il delitto. Per il perito del Tribunale invece l'uomo è un altro condomino.

Le parole della nuora Manuela: "Dassilva era in garage" -

 È stata dunque principalmente la confessione della nuora Manuela a inchiodare il senegalese. Interrogata per tre giorni, indagata per favoreggiamento, alla fine ha confessato tra le lacrime di aver incontrato Louis in garage prima di scoprire il corpo di Pierina. Manuela ha detto che fu Louis a dirle cosa fare e cosa dire alla polizia.Sulla credibilità della nuora, su cui la Procura ha presentato ampi riscontri, si è giocato gran parte del processo e nonostante le parti non si siano mai opposte, un confronto diretto tra Louis e Manuela non è mai stato fatto. In Assise Dassilva, lungamente interrogato, ha ribadito la sua innocenza e rinnegato l'amore per Manuela, ammettendo due ulteriori relazioni oltre alla compagna in Senegal con cui ha due figli. "Valeria mi ha sempre perdonato lo avrebbe fatto anche stavolta". E Valeria ha atteso fino all'ultimo, gioendo per l'assoluzione, insieme ai suoi avvocati. 

Ti potrebbe interessare