L'astronauta Luca Parmitano sarà il pilota della missione Artemis III, destinata ad aprire la via al ritorno degli esseri umani sul suolo lunare. Lo ha annunciato la Nasa. Il viaggio, previsto nella seconda metà del 2027, non sarà diretto alla Luna: è stato infatti progettato dopo la revisione del programma Artemis, con l'obiettivo di sperimentare nell'orbita terrestre le tecnologie di rendezvous e di attracco fra la capsula Orion, sulla quale voleranno gli astronauti, e uno o due veicoli costruiti da aziende private per posarsi sul suolo lunare.
L'equipaggio -
Parmitano, 49 anni, è l'unico astronauta non americano a far parte dell'equipaggio. Al comando della missione Artemis III ci sarà Randy Bresnik, con un addestramento da pilota proprio come l'italiano. Specialisti di missione sono Frank Rubio, veterano della Nasa, e Andre Douglas, che era stato assegnato come riserva nella missione Artemis II.
Luca Parmitano si commuove: "Mi scuso per essere così emozionato, grazie a tutti" -
"Mi scuso per essere così emozionato, sono onorato, ma sono soprattutto grato a tutti coloro che mi hanno permesso di arrivare a questo volo", ha detto Parmitano - che è un astronauta dell'Esa (Agenzia spaziale europea) - dopo l'annuncio della Nasa. "La mia base di lancio è stata il mio Paese, l'Italia, che mi ha dato l'istruzione necessaria per arrivare a questa missione. L'Esa è stata la torre di lancio, che mi ha permesso di costruire relazioni e di esprimere tutto il mio potenziale. La Nasa è stato il razzo, che ringrazio per avermi permesso di far parte di questo incredibile equipaggio". Quindi Parmitano ha ringraziato la sua famiglia, in particolare le figlie: "Siete l'energia per la mia anima". Poi ha salutato tutti con un "grazie" pronunciato in italiano.
Il ministro Urso: "Con Parmitano Italia protagonista nella nuova corsa alla Luna" -
"Con Luca Parmitano l'Italia protagonista nella nuova corsa alla Luna", ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che è anche l'Autorità delegata allo Spazio. "Questa scelta è motivo di orgoglio per tutta la nostra Nazione e conferma il ruolo di primo piano che l'Italia avrà nella nuova sfida scientifica, tecnologica e industriale legata al ritorno dell'uomo sulla Luna con la prospettiva di una presenza stabile e duratura - ha aggiunto il ministro Urso -. In questi anni abbiamo riportato lo Spazio al centro della politica industriale nazionale, rafforzando il ruolo dell'Italia in Esa e consolidando il rapporto strategico con la Nasa. Questa scelta ci dà ragione".
Il ruolo dell'Italia nello Spazio -
L'annuncio - maturato anche grazie al lavoro del direttore generale dell'Esa, Josef Aschbacher - si inserisce in una fase di forte protagonismo italiano nei programmi spaziali internazionali: l'Italia è infatti alla guida della Ministeriale dell'Esa, assunta alla Ministeriale del novembre 2025 a Brema quando fu annunciato anche il ruolo italiano nelle prossime missioni lunari, e ha recentemente rafforzato la collaborazione tra l'Agenzia spaziale italiana e la Nasa attraverso l'intesa firmata a Washington a marzo dal ministro Urso con l'amministratore Nasa, Jared Isaacman, sul modulo abitativo lunare italiano e sulla partecipazione degli astronauti italiani al programma Artemis. "L'Italia c'è: con i suoi astronauti, con l'Asi, con le sue imprese, i suoi distretti industriali e con le competenze scientifiche maturate", ha concluso il ministro Urso.