Rilasciato formalmente l'8 giugno 2026 in occasione della Giornata Mondiale degli Oceani, il terzo rapporto World Ocean Assessment delle Nazioni Unite (WOAIII), rappresenta l'unica valutazione integrata globale che unisce aspetti ambientali, sociali ed economici dello stato dei mari. Frutto del lavoro quinquennale di oltre 550 esperti provenienti da 86 Paesi, il documento di 1.600 pagine lancia un duro monito ai governi: la combinazione di cambiamento climatico, inquinamento da plastica e pesca industriale intensiva sta spingendo l'oceano verso un punto di non ritorno.
Indicatori allarmanti: temperature e livelli dei mari
I dati fisici raccolti nel periodo tra il 2018 e il 2023 mostrano variazioni senza precedenti rispetto ai decenni passati. L'oceano continua a fungere da immenso scudo termico, assorbendo oltre il 90% del calore in eccesso generato dai gas serra. Tuttavia, circa il 16% dell'aumento totale del contenuto termico oceanico registrato dal 1955 a oggi si è verificato proprio a partire dal 2018.
Questo riscaldamento ha provocato un'espansione termica delle acque che, insieme allo scioglimento dei ghiacciai, ha fatto raddoppiare la velocità di innalzamento del livello del mare. Se prima del 2015 il tasso medio globale era inferiore ai 2,0 millimetri all'anno, nel 2023 la crescita ha raggiunto il valore record di 4,3 millimetri all'anno, minacciando direttamente le comunità costiere.
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Inquinamento e declino della biodiversità
La crisi biologica descritta nel World Ocean Assessment è altrettanto severa. Ogni anno circa 52,1 milioni di tonnellate di rifiuti plastici finiscono in mare, frammentandosi in circa 24,4 trilioni di particelle di microplastiche. Questo inquinamento pervasivo danneggia attivamente oltre 4.000 specie marine, entrando direttamente nella catena alimentare umana.
Parallelamente, l'acidificazione delle acque – il cui pH medio è ora dell'8,1, circa il 30% più acido rispetto all'era preindustriale – compromette la sopravvivenza dei coralli. Le ondate di calore marino dal 2018 a oggi hanno provocato una mortalità di massa delle barriere coralline. Gli scienziati avvertono che un riscaldamento globale superiore a 1,5 °C distruggerà il 90% di questi habitat fondamentali per un quarto della vita oceanica. Sul fronte ittico, circa il 38% degli stock globali viene sfruttato a ritmi biologici insostenibili per il ripopolamento.
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Novità del rapporto: equità, genere e governance
Per la prima volta nella storia del Regular Process dell'ONU, il WOA III integra un approccio multidimensionale che non si limita ai dati ecologici, ma include capitoli dedicati ai sistemi alimentari, all'equità sociale e alle disparità di genere. Il rapporto rileva come le donne rimangano fortemente sottorappresentate nei ruoli decisionali e scientifici legati alla blue economy, nonostante l'oceano garantisca il sostentamento al 40% della popolazione globale.
Viene inoltre evidenziata la frammentazione della governance marina. Nonostante l'entrata in vigore a gennaio 2026 dello storico Accordo BBNJ sulla biodiversità oltre le giurisdizioni nazionali (noto come Trattato d'Alta Mare), la vera sfida resta l'applicazione delle normative negli spazi marittimi internazionali, dove l'assenza di controlli rigidi favorisce lo sfruttamento illegale delle risorse. Ad oggi, solo l'8,4% dell'oceano globale è designato come area marina protetta, una cifra molto distante dal target del 30% stabilito per il 2030.
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Un appello immediato alla cooperazione globale
In sintesi, il Terzo World Ocean Assessment non è una semplice rassegna scientifica, bensì una richiesta d'emergenza alle istituzioni politiche internazionali. Come sottolineato dal Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres durante il lancio del rapporto, l'umanità non può continuare a trattare l'oceano come una risorsa infinita. Diventa vitale finanziare in modo strutturato la ricerca oceanografica, bloccare i sussidi alla pesca intensiva distruttiva, ridurre alla fonte la produzione di plastica e implementare strategie concrete di conservazione per ripristinare il legame simbiotico tra il benessere umano e la salute del pianeta blu.