Un progetto per innovare la filiera degli agrumi siciliani e allo stesso tempo garantire la sostenibilità dei frutteti. Come? Con interventi agronomici di precisione e gestione intelligente dell'acqua. Siamo stati in provincia di Siracusa per scoprire l'agricoltura del presente e del futuro.
Qui il Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia collabora da oltre un decennio con Coca‑Cola Company e l’Università di Catania per lo sviluppo di tecnologie agricole.
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Giosuè Arcoria, Presidente del Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia:
“Questa collaborazione ha portato tanti benefici all'interno della nostra filiera di agrumi. Una tecnologia innovativa che stiamo apportando nella nostra azienda è quella dell'installazione di centraline che tramite dei sensori raccolgono dati importanti per la nutrizione delle nostre piante, quindi l’agricoltore con queste centraline monitora l'impianto di irrigazione. Attraverso l'impianto di irrigazione l'agricoltore prima irrigava tutti i giorni attraverso motori elettrici, diesel e quant'altro. Oggi invece l'agricoltore va a risparmiare perché la pianta non necessita di acqua tutti i giorni, ma bensì due tre volte a settimana”.
Tra le tecnologie introdotte, ci sono un drone e alcuni sensori che raccolgono i dati.
Antonino Cancelliere, Professore di Costruzioni Idrauliche, Marittime e Idrologia dell’Università di Catania:
“Si tratta di una centralina che rileva sia variabili di tipo meteorologico, quindi precipitazione, temperatura, umidità, ecc. Sono tutte informazioni importanti perché ci consentono di stimare quello che è il consumo della pianta in quel momento sulla base delle condizioni meteorologiche”.
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“Abbiamo ad esempio una centralina di nuova generazione con due tipologie di sensori installati nel terreno, che consentono di misurare con accuratezza quello che è il contenuto d'acqua nel terreno. Le informazioni vengono trasmesse ad un server centrale che le elabora attraverso un algoritmo di intelligenza artificiale e consente di dare delle informazioni all'agricoltore su quando e quanto irrigare. L'obiettivo è quello di risparmiare, di dare alle piante solo l’acqua strettamente necessaria per la produzione”.
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“Abbiamo poi i droni, che sono equipaggiati con delle fotocamere speciali e ci consentono di fare una mappatura dell'intero agrumeto, raccogliendo delle informazioni su delle bande particolari della luce visibile e attraverso l'analisi di queste immagini ci consentono di capire se ci sono delle piante che sono sotto stress o se ci sono delle piante che hanno particolari problemi”.
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“Su questa camera stiamo visualizzando quella che è un'immagine termica del nostro agrumeto. In giallo abbiamo le temperature più basse, in rosso le temperature più elevate. L’immagine ci permette di vedere che gli alberi sono in buona salute e hanno temperature più basse rispetto alla restante parte”.
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“In ambito universitario abbiamo istituito tutta una serie di borse di studio finanziate proprio su questo progetto e abbiamo diversi studenti nostri che lavorano attivamente al progetto stesso”.
Progetti come questo saranno infatti indispensabili per il futuro del nostro pianeta.