Antik Batik, storica maison di moda con sede a Parigi, è stata fondata nel 1992 da Gabriella Cortese, designer e imprenditrice italiana. Nata a Torino nel 1965, Gabriella è cresciuta nella città più francese d’Italia, secondo i codici della educazione tradizionale piemontese con influenze ungheresi, per via della nonna, originaria di Budapest.
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Questa eredità familiare, che affonda le radici in culture etniche cosmopolite, ha dato l’impronta ad uno stile di vita orientato verso il viaggio e la passione per la bellezza autentica dell’artigianato. Spensierata e bohémien, fortemente legata alla libertà e all’apertura mentale, Gabriella ha sempre manifestato e assecondato il proprio intimo desiderio di esplorare il mondo con audacia e curiosità.
L’arte del viaggio, inizialmente sognata attraverso le pagine dei grandi autori classici, come Primo Levi, Stendhal, Proust e Dostoevskij, diventa ben presto realtà: così giunge a Bali, in Tibet, in India, in Nepal, in Birmania, in Marrocco e in Perù, mescolando la scoperta di sé e della propria creatività con quella delle grandi meraviglie del mondo. All’inizio produce accessori, poi si sposta naturalmente verso la confezione di abiti.
Affascinata dal savoir-faire degli artigiani incontrati durante i suoi viaggi, crea pezzi ispirati all’Oriente ma affini al gusto urbano parigino. Il fatto a mano, in contrapposizione al fatto a macchina, diventa la parola d’ordine applicata a tutte le sue creazioni, nelle quali viene riconosciuta e valorizzata la straordinaria autenticità di tecniche artigianali millenarie. Antik Batik difende un modello di consumo equo e solidale, producendo i propri pezzi, soprattutto in India, con umanità e benevolenza nei confronti degli artigiani locali, ai quali viene riconosciuto un lavoro concreto, al di fuori del sistema sociale delle caste, aggirando corruzione e sfruttamento, così offrendo un sostegno reale alle economie del territorio.
Lo scorso 27 maggio, Antik Batik è approdata a Milano, in Corso Genova, da Biffi, iconico punto di riferimento del luxury multibrand italiano, con un progetto speciale: la nuova capsule collection Spring-Summer 2026, nella quale si celebrano l’universo bohème e lo spirito nomade della maison. La collezione, intitolata “Nomad”, racconta il viaggio come fonte inesauribile di ispirazione creativa. È così che Antik Batik diventa protagonista negli spazi Biffi, con una vetrina interamente dedicata, nella quale viene messa in scena l’estetica libera, colorata e artigianale del brand.
Ricami fatti a mano, tessuti leggeri, dettagli preziosi e linee fluide evocano paesaggi lontani e savoir-faire ancestrale, in un dialogo continuo tra Parigi e l’India, cuore pulsante della produzione artigianale del marchio. Una collezione che unisce emozione, cultura e spirito contemporaneo, celebrando una femminilità solare, sofisticata e profondamente cosmopolita. Un incontro naturale tra due realtà accomunate da una visione unica della moda: libera, internazionale e ricca di personalità.
Chi è Gabriella Cortese? Quali sono le sue origini e qual è stato il suo percorso di formazione?
Mi chiamo Gabriella Cortese, fondatrice e direttrice creativa di Antik Batik. Sono nata a Torino e cresciuta in una famiglia multiculturale, tra sensibilità italiana e radici ungheresi. Ho ereditato da mia madre il gusto per la moda e da mia nonna, originaria di Budapest, l’amore per i ricami, i colori e i tessuti. Mi sono trasferita a Parigi nel 1984 per studiare lettere alla Sorbona. Il viaggio è diventato presto la mia vera formazione estetica. Italiana di nascita, parigina d’adozione, viaggiatrice nel cuore.
Quando e com’è nato il luxury brand parigino Antik Batik, oggi di fama internazionale?
Antik Batik è nato a Parigi nel 1992, dopo un soggiorno a Bali. Lì ho scoperto il batik, tecnica artigianale di stampa su tessuto. L’idea iniziale è stata quella di reinterpretare capi e savoir-faire incontrati nei miei viaggi per renderli desiderabili e portabili in un mondo occidentale contemporaneo.
Al centro della produzione creativa del brand, il tema del viaggio. Quali sono state le principali fonti di ispirazione e cosa ritroviamo delle diverse culture orientali con le quali è entrata in contatto nei capi firmati Antik Batik?
Il viaggio è il cuore del mio brand: Bali per il batik, l’India i per ricami e la tessitura, il Perù per la maglieria e l’alpaca, ma anche il Marocco, il Nepal, il Myanmar, il Messico, la Thailandia… e, più in generale, le culture tessili e artigianali di tutto il mondo.
Quali sono le cifre stilistiche delle creazioni del brand?
Nei capi Antik Batik ritroviamo stampe floreali e geometriche, ricami, perline, lavorazioni manuali, tessuti naturali e un’idea di eleganza nomade, libera, bohémien.
Quali sono le cifre stilistiche delle creazioni del brand?
Le cifre stilistiche del brand sono il boho-chic, i volumi fluidi, le bluse folk, gli abiti gipsy, i motivi etnici reinterpretati, la ricchezza decorativa e una femminilità cosmopolita, istintiva, con un guizzo vintage.
Quando e com’è nata la collaborazione con lo storico luxury multibrand milanese Biffi? Quali sono i valori che vi accomunano?
La collaborazione con Biffi Milano è nata con la capsule esclusiva “Nomad”, presentata il 27 maggio 2026 e protagonista delle vetrine dello storico multibrand milanese. Un incontro naturale tra due personalità, la mia e quella di Carla Cereda, Art Director e Head of Buying del Gruppo Biffi Boutiques, nonché figlia della terza delle sorelle Biffi, Rachele. Ciò che ci accomuna, come in un clan nomade che si riconosce, sono la ricerca, la selezione, l’indipendenza creativa, il gusto internazionale e l’attenzione alla qualità.
Protagonista di questa collaborazione, quindi, “Nomad”, la nuova capsule collection Spring-Summer 2026. A cosa si ispirano e come si caratterizzano i capi della collezione?
“Nomad” celebra l’idea di una donna viaggiatrice: capi leggeri, sofisticati, versatili, pensati per muoversi tra città e altrove. La capsule è costituita da abiti, bluse, shorts e silhouette estive con stampe e dettagli artigianali. Capi dall’eleganza rilassata, attraverso la quale si esprime il vero DNA di Antik Batik.
Che importanza assumono l’artigianalità e il fatto a mano nell’ambito della vostra produzione?
L’artigianalità è centrale; il fatto a mano non è decorazione, ma identità. Antik Batik collabora con oltre venti atelier nel mondo e valorizza il ricamo, la tessitura e la stampa come gesti antichi da preservare. Per il brand, sostenibilità significa anche relazione umana, continuità economica degli atelier e rispetto sociale dei partner produttivi.
Qual è il modello di consumo proposto da Antik Batik?
Il modello di consumo proposto è lontano dalla fast fashion: meno quantità, più valore, capi durevoli, riconoscibili, realizzati con tempo e competenza. È un consumo più consapevole, emozionale e transgenerazionale.
A quale pubblico si rivolge?
Antik Batik si rivolge a un pubblico internazionale, curioso, libero, amante del viaggio, dell’artigianato e dei capi con una storia. Una donna, un uomo, che cercano pezzi speciali, non uniformati, capaci di attraversare stagioni e culture.