Colpito con coltelli e cocci 

Omicidio a Milano Certosa, Ibarra massacrato da 17 persone quando era a terra

Uno dei giovani oggetto del decreto di fermo è un 20enne italiano, ancora latitante. Intanto spunta un'ipotesi sul movente: forse rito di iniziazione

© Tgcom24

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L'hanno aggredito in 17 sul binario 6 della stazione Milano Certosa. Hanno colpito con foga il 22enne Gianluca Ibarra Silvera, per motivi ancora da chiarire, con coltelli o cocci di bottiglia infliggendogli almeno trenta ferite. Poi hanno preso il suo corpo, l'hanno trascinato e l'hanno lanciato "nell'intercapedine tra la sponda dei binari e la parete di cinta della stazione". Così, secondo il decreto di fermo firmato dal pm meneghino Elio Ramondini, il giovane di origini sudamericane è stato massacrato nella notte tra il 26 e il 27 maggio.

La dinamica dell'aggressione -

 Secondo la ricostruzione della procura, il gruppo di aggressori - in totale 17 giovani sudamericani e italiani, vestiti di nero - si sarebbe inizialmente scontrato con Gianluca Ibarra Silvera, suo fratello, suo padre e un suo amico intorno alle 21.50 nel sottopasso della stazione. L'aggressione sarebbe avvenuta successivamente come un'azione "preordinata e coordinata". I 17 giovani si sarebbero infatti disposti, come si legge nel decreto, "lungo la banchina del binario 1 controllando le eventuali vie di fuga". Poi si sarebbero avvicinati progressivamente accerchiando i tre e "fissandoli con lo sguardo in modo minaccioso, strisciando per terra le bottiglie di vetro che avevano in mano e mettendo le mani all'interno delle proprie tasche dei pantaloni e dei borselli che avevano a tracolla". Appena i tre hanno iniziato a scappare, li avrebbero inseguiti urlando in spagnolo: "Fermatevi, figli di p*****a, stronzi", e lanciando sassi, bottiglie e lame.

I "Latin Kings" e l'ombra del rito di iniziazione -

 Quando Gianluca Ibarra è caduto a terra si sono accaniti su di lui, liberandosi del corpo in un secondo momento dopo le 22.15 di sera. Gli aggressori, stando a quanto si sa finora, si sarebbero presentati ai tre come membri dei cosiddetti "Latin Kings", una delle principali gang di strada latinoamericane, con diverse cellule attive nelle periferie di Milano, tra cui Villapizzone, Cimiano e Lambrate. Non è chiaro se siano effettivamente parte del gruppo, o comunque connessi alle pandilla sudamericane. Secondo alcune ipotesi, però, l'omicidio potrebbe essere connesso a una sorta di rito di iniziazione

Il 20enne italiano latitante e il trapper indagato -

 Sarà interrogato domenica dalla gip Sara Cipolla, Jefferson Smit Echevarra Verano. Il 19enne originario del Perù è uno dei due destinatari del decreto di fermo della procura di Milano, accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dal numero degli aggressori. Il pm Elio Ramondini ha chiesto per lui la convalida del fermo e la misura della custodia cautelare in carcere. L'altro presunto accoltellatore per cui è stato disposto il fermo sarebbe un 20enne italiano con la famiglia di origini peruviane: al momento è latitante. Gli indagati sono in tutto otto, tutti residenti a Milano e nei comuni limitrofi. Tra loro comparirebbe anche il giovane traper Oma Jair Rey Cordova, 20enne noto sui social come Reyomar o Yo-Rey. Il ragazzo sarebbe stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza e anche notato da persone che hanno assistito a parte dell'aggressione.

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