Il Senato ha approvato in via definitiva - con 78 voti favorevoli e 38 contrari - il ddl Valditara, che rende obbligatorio il consenso informato scritto dei genitori (o degli studenti maggiorenni) per partecipare, nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, ad attività o progetti extracurricolari legati alla sessualità e all'affettività.
Il titolare di Viale Trastevere ci ha sempre tenuto a sottolineare che "il governo per la prima volta ha reso stabilmente obbligatoria in tutti i gradi di scuola l'educazione al rispetto, alle relazioni e alla empatia" e che "non è vero che non si farà l'educazione sessuale in senso biologico: continuerà a farsi nei programmi di scienze in tutti i gradi di scuola".
Ma effettivamente, oggi, a che punto siamo? Skuola.net ha condotto un sondaggio interpellando un campione di 1.000 alunni di classi medie e superiori, scoprendo che l'educazione al rispetto e alle relazioni è già una realtà quotidiana e ampiamente diffusa, anche se non in maniera universale. Stesso dicasi per l’educazione all’affettività.
L'educazione al rispetto è già tra noi… - I numeri sono eloquenti: alla domanda se la propria scuola abbia “organizzato incontri/attività/lezioni sull'educazione al rispetto (trattando temi come relazioni, emozioni, consenso, pregiudizi di genere, ecc.)”, solo il 27% afferma che si sia fatto poco o nulla.
Nella maggior parte dei casi, qualcosa si è effettivamente smosso attraverso diversi incontri e attività dedicate (29%), in maniera occasionale durante l’anno (26%) oppure mediante la trattazione di questi argomenti nelle lezioni dei singoli docenti (18%).
È interessante notare, poi, il profondo divario tra le scuole medie e le superiori. Con le prime che si dimostrano nettamente più attive: il 38% degli alunni più piccoli dichiara di aver preso parte a diversi incontri dedicati all’educazione al rispetto, contro appena il 19% delle superiori. Stesso dicasi per coloro che rilevano la quasi totale assenza della questione: il 22% alle secondarie di primo grado (medie) contro il 32% alle secondarie di secondo grado (superiori).
...un po’ meno quella sessuale - Sul fronte specifico dell'educazione sessuale - salute, riproduzione, malattie sessualmente trasmissibili, relazioni - si fa, invece, leggermente di meno: gli studenti che lamentano la quasi, se non la totale, assenza di queste tematiche a lezione sale al 40%.
Anche in questo ambito, poi, non c’è una misura specifica uguale per tutti: ci sono privilegiati che hanno potuto usufruire di diversi incontri e attività dedicate (21%), mentre altri si sono dovuti accontentare di qualche iniziativa sporadica durante l’anno (23%) oppure della trattazione di questi argomenti da parte di alcuni professori (16%).
Paradossalmente, peraltro, l’educazione sessuale è più snobbata tra i più grandi che non tra i più piccoli: alle superiori, ben il 52% degli studenti lamenta di non aver fatto "niente di niente", una percentuale che praticamente si dimezza tra i banchi delle medie, scendendo al 27%.
La pagella degli studenti: iniziative utili, ma migliorabili - Parlare di questi temi, però, non è un certificato di bontà. E infatti, partendo dall'educazione al rispetto, la maggioranza assoluta degli studenti (il 52% in media) reputa le lezioni "migliorabili", ovvero utili ma spesso affrontate in modo troppo teorico e noioso. Un senso di noia che sale al 57% tra i ragazzi più grandi delle superiori. Solo il 37% promuove a pieni voti le iniziative giudicandole "ottime e coinvolgenti".
Il giudizio sull'educazione sessuale segue una tendenza simile, ma evidenzia un maggiore entusiasmo tra i più piccoli: il 57% degli alunni delle medie valuta queste lezioni come "ottime", a fronte di un più tiepido 36% alle superiori. In generale, comunque, solo una minoranza (tra il 10% e il 12%) boccia del tutto queste iniziative, reputandole "pessime", inutili o gestite da personale poco preparato.
Le vere priorità dei ragazzi - Ma, a prescindere da ciò che la scuola offre oggi, quali sono in questi ambiti le urgenze su cui gli studenti vorrebbero il supporto di formatori ed esperti? Al primo posto spicca il benessere psicologico (gestione dell'ansia, paure e attacchi di panico), segnalato come priorità dal 46% degli intervistati.
A seguire, pari merito al 39%, troviamo proprio l'educazione alle relazioni (imparare a instaurare relazioni sane e riconoscere quelle tossiche) e l'educazione al consenso e alla prevenzione della violenza di genere.
Fortemente sentita è anche l'educazione alla gestione delle emozioni (34%) e quella al rispetto della parità di genere e sul superamento degli stereotipi (32%). Temi come l’orientamento sessuale (23%) o il benessere sessuale (28%) sono invece meno sentiti ma comunque ritenuti importanti.
Cosa prevede il ddl Valditara - È in questo panorama di forte richiesta e di attività già in essere che si inseriscono le nuove direttive del Ministro dell'Istruzione e del Merito.
Valditara ha però precisato che le attività non spariranno, anzi: l'educazione "al rispetto, alle relazioni e alla empatia" diventerà stabilmente obbligatoria in tutti i gradi di scuola, mentre l'educazione sessuale biologica e la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili saranno integrate stabilmente nei programmi di scienze fin dalle scuole medie. Le lezioni specifiche, tuttavia, dovranno essere tenute esclusivamente da "medici, psicologi, professionisti seri".
L’educazione affettivo-sessuale - lo prevedono le linee guida sia delle materie scientifiche che dell’educazione civica - è praticabile, ricordiamo, da tempo anche senza consenso informato, il tutto all’interno dell’autonomia di scuole e docenti, che sono anche abbastanza liberi di ignorare le Indicazioni Nazionali senza particolari conseguenze.
Quello che invece, da oggi, potrebbe avere conseguenze è la trattazione di argomenti in campo affettivo-sessuale extracurricolari senza preventivamente aver informato genitori o studenti maggiorenni dei contenuti didattici almeno 7 giorni prima. E anche la selezione di esperti esterni coinvolti, in qualsiasi caso, dovrà rispettare criteri stringenti e il vaglio del Collegio docenti e del Consiglio di Istituto.