Sei giorni e sei notti, è il tempo passato dalla scomparsa della 11enne Lyhanna al ritrovamento del suo cadavere in un silos agricolo abbandonato. È stata prelevata da Jerome Barella, padre di una sua compagna di classe, che secondo gli investigatori l'avrebbe probabilmente violentata prima di toglierle la vita. L'uomo è finito in manette con l'accusa - per ora - di sequestro di persona e detenzione illegale, ma l'intera Francia è infuocata dalla polemica contro il sistema giudiziario. Il 41enne sarebbe infatti stato già denunciato tre volte per violenza sessuale su minori e sulgli archivi della gendarmeria compare dal 2017.
Il capannone del ritrovamento e gli inquirenti: "Abiti compatibili" -
Per il momento gli inquirenti non si sbilanciano. Del corpo ritrovato in un capannone nelle campagne del Gers, nel sud-ovest della Francia, è stato detto solo che "indossava abiti compatibili con quelli della ragazzina scomparsa": quella canottiera alla marinara a grosse righe bianche e nere e quei pantaloncini neri che hanno riempito per una settimana gli schermi dei francesi. I dubbi e le speranze sono ridotti però a briciole, dato che in quel silos Jerome Barella aveva lavorato negli ultimi mesi e lo conosceva come le sue tasche. L'ultima volta che Lyhanna è stata vista era venerdì 29 maggio. L'11enne non era tornata a casa da scuola, i genitori allertano subito la gendarmeria: "Siamo sicuri sia stata rapita, non se ne sarebbe mai andata di sua volontà. Una volta, quando eravamo in ritardo di cinque minuti per andarla a prendere al corso di teatro, l’abbiamo trovata seduta in lacrime ad aspettarci", ha raccontato il padre in una intervista televisiva.
I contatti tra Lyhanna e Barella e il pigiama part: "Mi ha fatto il solletico" -
I gendarmi hanno iniziato le ricerche intorno alla piscina di Fleurance, dove la ragazzina era stata vista per l'ultima volta. Un testimone aveva raccontato che l'11enne era salita su un'auto guidata da un uomo. Le immagini della videosorveglianza hanno dato poi un'identità all'uomo: il 41enne Jerome Barella, residente a Montestruc-sur-Gers. Fermato e portato in gendarmeria, l’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere. Della ragazzina però ancora non c'era traccia. Sono stati sguinzagliati quasi 200 tra militari e sommozzatori. Intanto gli inquirenti scavano nel passato dell'uomo e nei suoi rapporti con la famiglia di Lyhanna. Secondo i genitori della bambina, l'ultima volta che si sono visti erano a un pigiama party all'inizio dell'anno scolastico a casa della figlia dell'uomo. Al termine della festa, l'11enne avrebbe raccontato alla madre: "Ha comprato una pizza solo per me e mi ha fatto il solletico". A quel punto la madre di Lyhanna avrebbe intimato all'uomo di non rivolgere più la parola a loro figlia, salvo poi venire a conoscenza del fatto che spesso andava davanti alla scuola media e le portava la merenda.
Il licenziamento dal liceo per "comportamento inappropriato" -
Al momento di Jerome Barella si sa ancora poco. Secondo quanto scritto da Le Monde e da altri quotidiani francesi, il 41enne è padre di due figli e una di loro sarebbe appunto amica di Lyhanna. Nel passato dell'uomo si accumulerebbero però diverse segnalazioni e denunce riguardo a presunte violenze e molestie su minorenni, tra cui un'indagine ancora in corso. Il primo rapporto risale al dicembre 2017, quando la madre di una 17enne aveva segnalato alla gendarmeria la presunta relazione tra sua figlia minorenne e l'uomo. La segnalazione è stata poi archiviata l'anno seguente perché la relazione era "consensuale". Nel 2021 l'uomo venne licenziato dal suo lavoro di bidello in un liceo della zona per "comportamento inappropriato nei confronti di una studentessa".
Le tre denunce per stupro su minori, tra le presunte vittime una bimba di 7 anni -
Poi ci sono tre denunce, tutte racchiuse tra il 2022 e il 2026. La prima per una presunta violenza sessuale avvenuta nel 2020 ai danni di una bimba che aveva 7 anni all'epoca dei fatti. La denuncia, dopo una fase di indagini, è stata archiviata nel maggio 2024 perché non c'erano sufficienti elementi. Nell'agosto 2025 Jerome Barella è stato denunciato di nuovo dalla madre di una bambina di 11 anni per una serie di presunti abusi andati avanti da settembre 2024 a maggio 2025. Tutti, come nel caso della prima denuncia, avvenuti tra le mura di casa dell'uomo. La vittima è stata sentita in forma protetta più volte e l'indagine era ancora in corso quando Lyhanna è scomparsa. Negli ultimi giorni, in particolare il 3 giugno, al procuratore a capo delle ricerche di Lyhanna è stata comunicata l'esistenza di una terza denuncia. Gli elementi di quest'ultima al momento non sono noti. Secondo La Dépêche du Midi, si tratterebbe della querela del padre di un'altra 11enne per alcuni abusi avvenuti durante un pigiama party a casa sua nell'estate del 2025. In quell'esposto - mai inserito nelle procedure che hanno coinvolto Barella - l'adulto, citando il racconto della figlia, faceva riferimento a "carezze sul sedere".
La rabbia della politica francese: "È il Me Too dei bambini" -
La reazione di indignazione in tutta la Francia è arrivata come una fiammata da tutte le parti politiche, anche perché il caso arriva pochi mesi dopo quello analogo della piccola Estelle. Il presidente Emmanuel Macron, in viaggio nel Montenegro, ha commentato: "È chiaro che ci sono disfunzioni ed è inaccettabile. Non voglio sentire nessuna scusa sulla mancanza di mezzi". Il premier, Sébastien Leconru, si è detto "scioccato" e ha riunito stamattina per oltre due ore i ministri dell'Interno, Laurent Nunez, e della Giustizia, Gérald Darmanin. Proprio quest'ultimo si è lanciato nell'attacco più duro contro il sistema giudiziario: "Siamo davanti a un MeToo dei bambini. Come è possibile che l'istituzione giudiziaria, la gendarmeria nazionale e la polizia nazionale non abbiano fatto nulla? Non stiamo facendo abbastanza per i bambini". I magistrati hanno alzato gli scudi: "L'impressione è che abbiamo bisogno di capri espiatori in fretta. Potrebbero esserci stati malfunzionamenti, ma solo i rapporti di ispezione possono affermarlo".